Articolo pubblicato il: 23/05/2026 alle 17:30
La Busa - Variante di Torbole, il PD contro Fugatti: “Non si può governare con scelte calate dall’alto”
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Amministrativa, Notizie, Politica

 

“La variante di Torbole va fatta. Ma va fatta bene. E soprattutto insieme al territorio, non contro il territorio”. È questo il messaggio emerso stamattina, sabato 23 maggio, durante la conferenza stampa organizzata dal Partito Democratico del Trentino insieme ai circoli dell’Alto Garda, al coordinamento degli amministratori democratici e ai consiglieri provinciali Michela Calzà e Alessio Manica, intervenuti per fare il punto sul futuro della variante di Torbole e più in generale sull’intero sistema viabilistico dell’Alto Garda.
Un incontro dai toni politici molto netti, nel quale il PD – che in Consiglio provinciale siede all’opposizione della giunta guidata da Maurizio Fugatti – ha contestato duramente il metodo con cui la Provincia starebbe affrontando la partita infrastrutturale del Garda trentino.

 

 

Il passaggio più duro riguarda proprio le recenti dichiarazioni del presidente Fugatti sui 150 milioni oggi disponibili per l’opera. “Dire al territorio che quelle sono le uniche risorse e che non verranno aumentate significa trasformare il confronto in un aut-aut”, è stato ribadito nel corso dell’incontro. Una posizione che il PD definisce apertamente “un ricatto istituzionale”.
Secondo i Democratici, il rischio concreto è quello di arrivare a una “soluzione al ribasso”, capace forse di costare meno sulla carta, ma destinata a produrre pesanti ricadute urbanistiche e ambientali sull’intero Alto Garda: più traffico interno, nuovo consumo di suolo agricolo, pressione crescente sulla zona del Linfano e nuove criticità tra Arco, Riva e Nago-Torbole.
“La viabilità dell’Alto Garda non può essere affrontata per singoli pezzi amministrativi”, è stato uno dei concetti più ripetuti durante la conferenza stampa. Per il PD, infatti, la variante di Torbole non può essere separata dal completamento della Loppio-Busa, dall’UF3 Maza-Cretaccio, dall’UF4 verso via Sabbioni e via Aldo Moro, né dai collegamenti verso Riva del Garda, la Gardesana e la Val di Ledro.
Particolarmente delicato il nodo della Maza. Secondo il PD, se nella progettazione dell’UF3 non verrà mantenuta la possibilità di innesto della futura variante proprio in quell’area, la Provincia starebbe già orientando di fatto la scelta verso l’uscita al Linfano, “senza assumersi fino in fondo la responsabilità politica di dirlo apertamente”.
Durante l’incontro è stato inoltre richiamato il precedente politico degli anni passati, quando – è stato ricordato – i sindaci dell’Alto Garda riuscirono a costruire una posizione condivisa attraverso un lavoro comune con Comunità di Valle e consigli comunali. “Oggi invece si procede a singhiozzo, convocando alcuni consigli comunali e lasciandone fuori altri”, è stata la critica rivolta alla Provincia.
Da qui la richiesta finale: aprire un confronto vero con tutti i territori coinvolti, con le categorie economiche, il mondo agricolo, le associazioni ambientaliste e le realtà sociali. Perché, è stato ribadito stamattina, “l’Alto Garda non ha bisogno di scorciatoie, ma di una visione seria e condivisa per i prossimi decenni”. (n.f.)

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Data e ora di stampa: 23/05/2026 18:37
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