
Una montagna da fotografare, postare sui social e portarsi a casa nel ricordo di una vacanza. Ma dietro quella cartolina ci sono ecosistemi fragili, acqua sempre meno scontata, strade congestionate e comunità chiamate a convivere con milioni di presenze concentrate in pochi mesi. La natura è un patrimonio inestimabile, ma proprio per questo non può essere considerata inesauribile né indistruttibile. È un duro richiamo quello lanciato dalla senatrice melsinea di Alleanza Verdi e Sinistra Aurora Floridia, che prende l’Alto Adige come esempio per aprire una riflessione più ampia sul rapporto tra turismo, cambiamento climatico e capacità dei territori alpini di sopportare una pressione crescente.
«Questa non è un’estate normale, non rappresenta nemmeno un’anomalia. Sono stufa di rincorrere record negativi», scrive Floridia, puntando il dito sul sovraffollamento turistico che interessa alcune delle località più conosciute dell’Alto Adige.
«Il problema non è il turismo, ma come viene gestito»
Traffico sulle strade di montagna, code agli impianti di risalita, sentieri affollati ed ecosistemi sottoposti a pressione: per Floridia continuare a evitare la parola overtourism non cambia la sostanza.
«Il problema, ovviamente, non è il turismo, ma è il modo in cui viene gestito». Perché, osserva la senatrice, «è cambiato il territorio, è cambiato il clima e sono cambiati i limiti che dobbiamo imparare a rispettare».
Floridia racconta di essere stata a fine maggio tra Anterselva e Plan de Corones e si dice «fortemente delusa» dall’approccio della Provincia altoatesina, che riteneva un modello da seguire. Critica in particolare quella che considera un’incoerenza tra il limite ai posti letto alberghieri e le successive scelte di sviluppo.
Acqua e neve artificiale
Nel mirino della senatrice veneta finiscono anche i nuovi bacini artificiali in quota destinati alla produzione di neve, in un momento nel quale, sottolinea, anche l’Alto Adige deve fare i conti con siccità e scarsità idrica. «Il governo della Provincia continua a trattare le proprie montagne come se fossero risorse infinite», afferma Floridia, mettendo in guardia anche sulle conseguenze economiche future di un modello incapace, a suo giudizio, di adattarsi al cambiamento climatico.
Il messaggio va però oltre i confini altoatesini.
Vale per ogni territorio che sulla bellezza naturale costruisce una parte importante della propria economia: un paesaggio non è soltanto uno sfondo per una fotografia, ma un ecosistema vivo da consegnare alle generazioni future. Da qui il ringraziamento finale alle associazioni che, spesso «andando controvento», lavorano per difendere ambiente e territorio: «Tanto di cappello e tutto il mio sostegno».
(n.f.)