
Il dibattito sul futuro turistico di Riva del Garda continua ad animare il confronto politico. Dopo settimane segnate dalle discussioni sull’overtourism, sulla mobilità, sugli affitti turistici e sulla gestione dei grandi eventi estivi, torna all’attacco la Lega Salvini Riva del Garda, che accusa l’amministrazione guidata dal sindaco Alessio Zanoni di essere priva di una vera politica turistica.
In un lungo documento diffuso sui social, il partito parla senza mezzi termini di “bluff del turismo a Riva del Garda“, sostenendo che la giunta «scambia la strategia per animazione».
Secondo la Lega, il nodo non riguarda la qualità dei singoli eventi, ma l’assenza di una visione complessiva. «Riva del Garda ha un problema profondo – scrivono gli esponenti del Carroccio – Questa amministrazione di turismo semplicemente non si occupa, anzi lo vive con fastidio».
Per il gruppo di opposizione, amministrare una destinazione internazionale «non significa vestire i panni del direttore artistico improvvisato di un villaggio vacanze», ma governare i flussi turistici, pianificare la viabilità, gestire l’impatto economico e sociale del turismo e trovare un equilibrio tra residenti e operatori.
La critica investe direttamente anche l’assessorato competente, che secondo la Lega sarebbe stato ridotto a «un ufficio patrocini e contributi», limitandosi a sostenere iniziative esterne senza affrontare le questioni strutturali che incidono sulla vivibilità della città.
Nel documento il partito individua cinque priorità che, a suo giudizio, l’attuale amministrazione starebbe trascurando.
La prima riguarda la tutela dell’identità di Riva del Garda. Secondo la Lega manca un progetto capace di integrare il patrimonio storico, culturale e museale con l’offerta outdoor, mentre si inseguirebbero «attrattive usa e getta».
Il secondo punto è quello della governance. Per il Carroccio il Comune avrebbe rinunciato al proprio ruolo di regia nei confronti degli operatori economici e dell’APT Garda Dolomiti, lasciandosi «trascinare dagli eventi privati e dalle dinamiche spontanee del mercato».
Ampio spazio viene dedicato anche alla gestione dei flussi. La Lega contesta la scelta di concentrare manifestazioni di richiamo nel centro storico durante i periodi di maggiore affluenza turistica, sostenendo che una politica efficace dovrebbe invece puntare sul decongestionamento, valorizzando le frazioni, l’entroterra e la bassa stagione.
Nel mirino finiscono anche i continui record di presenze turistiche, che secondo il partito non possono rappresentare l’unico parametro di successo. La Lega propone una maggiore selezione dei flussi, puntando sul turismo congressuale, culturale e sul cicloturismo di qualità, anziché sul turismo “mordi e fuggi”, ritenuto tra le cause delle criticità legate al traffico e alla pressione sul territorio.
L’ultima riflessione, ma non per importanza, riguarda la qualità della vita dei residenti. «Il successo del turismo si misura sulla qualità della vita dei cittadini di Riva», afferma il partito, sostenendo che mobilità, emergenza abitativa, gestione dei rifiuti e pianificazione urbanistica dovrebbero essere affrontate insieme alle politiche turistiche.
Nelle conclusioni il gruppo consiliare chiede «una svolta radicale», criticando anche la scelta dell’amministrazione di uscire dalla Comunità del Garda, indicata come «l’esempio classico del non voler fare turismo ma di subire gli eventi e le mode ambientaliste del momento».
Un nuovo affondo che si inserisce in un confronto politico sempre più acceso su uno dei temi centrali per il futuro della città: come governare una destinazione turistica internazionale conciliando sviluppo economico, sostenibilità e qualità della vita dei residenti.
(n.f.)