Articolo pubblicato il: 25/09/2026 alle 10:30
La Busa - Trentodoc Festival, 170 eventi per raccontare le bollicine di montagna
Posted By Redazione
Categoria: Agricoltura, Cultura, Notizie, Tradizioni

 

Calici alzati, produttori, territori e storie. Il Trentodoc Festival torna a raccontare il Trentino attraverso uno dei suoi prodotti simbolo: le bollicine di montagna. La quinta edizione della manifestazione si è aperta al Castello del Buonconsiglio e proseguirà fino a domenica 27 settembre, coinvolgendo Trento, Rovereto e i territori di produzione.
In calendario ci sono quasi 170 eventi tra degustazioni, approfondimenti, show cooking, incontri e appuntamenti nelle cantine.
«Il Trentodoc Festival non è più una scommessa, ma una manifestazione che appartiene al Trentino», ha sottolineato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti. Il metodo classico trentino, ha aggiunto, è diventato un elemento identitario e un ambasciatore della viticoltura locale nel mondo, con oltre 12,2 milioni di bottiglie prodotte ogni anno. La Provincia intende rafforzare questa riconoscibilità anche in vista di Vinitaly 2027, lavorando a una presenza coordinata sotto il brand Trentino.

 

 

Al centro del Festival c’è anche l’enoturismo. L’assessore provinciale all’agricoltura e alla promozione dei prodotti trentini Giulia Zanotelli ha evidenziato la necessità di collegare sempre più vino, agricoltura, paesaggio e ospitalità, facendo delle cantine e dei prodotti locali una porta d’ingresso per conoscere il territorio.
L’inaugurazione, moderata da Valentina Cappio di Trentino Marketing, si è aperta con la direttrice del Castello del Buonconsiglio Cristina Collettini e con le testimonianze delle produttrici Maria Marangoni, di Borgo dei Posseri, e Valentina Togn, di Gaierhof e Maso Poli.
Il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha ricordato lo storico rapporto tra vino e territorio, richiamando anche gli affreschi quattrocenteschi del Ciclo dei Mesi nella Torre dell’Aquila, dove ottobre è rappresentato attraverso la vendemmia e la pigiatura dell’uva. Un legame antico che oggi si confronta anche con i cambiamenti climatici e con vendemmie sempre più anticipate.
A evidenziare la dimensione corale della manifestazione è stato Stefano Fambri, presidente dell’Istituto Trentodoc. Sono 74 le Case spumantistiche coinvolte, con circa 130 appuntamenti organizzati direttamente nelle cantine. «La forza del sistema sta nella capacità di unire storie e interpretazioni differenti all’interno di un’identità comune», ha sintetizzato Fambri.
Per Luciano Rizzi, membro del Cda di Trentino Marketing e presidente del Consorzio Apt del Trentino, il Festival rappresenta anche uno strumento di promozione turistica, capace di intrecciare paesaggio, cultura, produzioni locali e ospitalità.
A chiudere gli interventi Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera e direttore artistico del Trentodoc Festival, che ha ricordato la crescita della manifestazione, passata in pochi anni da 4 mila a 11 mila presenze.
La parola scelta per l’edizione 2026 è «Radici», a indicare il rapporto con la terra, il paesaggio e la tradizione, ma con lo sguardo rivolto al futuro. Un Festival che, ha osservato Ferraro, racchiude in realtà molti festival: vino e cucina, ma anche attualità, letteratura, cinema, musica e teatro.

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Data e ora di stampa: 25/09/2026 11:56
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