
Oltre 200 mila metri cubi di terre di scavo provenienti dal bypass ferroviario di Trento destinati alla cava di Ceole, ad Arco. E un traffico stimato di circa 11 mila camion pesanti nei prossimi anni lungo le strade dell’Alto Garda. Sono i temi che hanno animato la serata pubblica organizzata dal gruppo consiliare provinciale ONDA alla Casa sociale di Vigne, a Romarzollo.
L’incontro, moderato dal fondatore e oggi consigliere provinciale Filippo Degasperi, ha visto una partecipazione numerosa di cittadini di Arco, Riva del Garda e Tenno, interessati a comprendere le possibili conseguenze ambientali e viabilistiche legate al trasferimento dei materiali di scavo verso la cava Piscolo.
Tra gli interventi principali quelli dell’avvocato Marco Cianci e dell’attivista No Tav Elio Bonfanti. Bonfanti ha parlato di possibile “inquinamento itinerante”, riferendosi al rischio di trasferire sul territorio altogardesano materiali provenienti da aree interessate da criticità ambientali e dall’utilizzo di sostanze chimiche necessarie per il consolidamento del terreno durante gli scavi.
Cianci ha invece chiesto maggiore trasparenza sui controlli e sulle caratteristiche dei materiali conferiti: “Mancano informazioni dettagliate sulle sostanze utilizzate e sui tempi necessari per il loro smaltimento naturale”, ha osservato durante il confronto.
Alla serata erano presenti anche le assessore del Comune di Arco Chiara Parisi e Roberta Prandi, esponenti della giunta guidata dalla sindaca Arianna Fiorio. Le assessore hanno assicurato un monitoraggio costante della situazione, spiegando che il Comune riceve aggiornamenti settimanali sui conferimenti e che eventuali anomalie vengono segnalate tempestivamente agli enti competenti.
Nel corso della serata è intervenuto anche Cava Piscolo srl, società destinataria di parte delle terre di scavo. Il titolare Lucio Carli – come aveva ribadito nella sua intervista con la Busa online – ha respinto con decisione le preoccupazioni relative alla presenza di materiali pericolosi, ricordando che l’attività della cava è sottoposta a controlli continui da parte di Appa, Corpo forestale, Polizia locale e altri enti preposti.
“Non siamo autorizzati a conferire materiali pericolosi e non lo facciamo”, ha ribadito Carli, sottolineando come l’azienda operi nel rispetto delle prescrizioni ambientali previste. L’imprenditore ha inoltre evidenziato l’impegno della società nel cercare di limitare l’impatto delle attività sul territorio e sulla popolazione residente.
Tra il pubblico sono però emerse anche le preoccupazioni dei residenti di Ceole, che denunciano un peggioramento della qualità della vita dovuto al passaggio quotidiano dei camion: rumore, vibrazioni, polveri e maggiore insicurezza lungo le strade locali sono stati i problemi più citati.
A margine del dibattito è intervenuto infine anche l’architetto Cirillo Tonelli, che solleva interrogativi sulla sostenibilità logistica dell’operazione. “Ha senso far percorrere decine di chilometri a migliaia di camion?”, si chiede Tonelli, proponendo di valutare alternative più vicine, come il materiale proveniente dalla galleria di circonvallazione di Torbole.
Un confronto che, tra rassicurazioni istituzionali, dubbi ambientali e richieste di maggiori garanzie, conferma quanto il tema continui a dividere e coinvolgere la comunità dell’Alto Garda. (n.f.)



