
Il rischio che le sfilate dei carri allegorici di Varignano e Dro possano fermarsi non è solo una questione organizzativa o contingente. Sta diventando, giorno dopo giorno, il simbolo di una criticità più profonda che attraversa il territorio dell’Alto Garda: la gestione della Polizia Locale e la capacità di garantire servizi essenziali, anche in occasione di eventi storici e partecipati. A collegare i punti è Mauro Ottobre, ex deputato e candidato sindaco, oggi consigliere comunale d’opposizione per “Arco Dinamica”, che interviene con toni duri sull’attuale situazione, prendendo spunto proprio dall’impasse che mette in difficoltà i carnevali di Varignano e Dro, come raccontato nei giorni scorsi da La Busa online: «Io non accetto una situazione del genere», afferma senza mezzi termini l’ex deputato. «Non è pensabile arrivare a questo punto».
Il corto circuito tra risorse e servizi
Il nodo, per Ottobre, è chiaro e politico prima ancora che tecnico. Arco – sottolinea – sostiene direttamente il costo di 15 agenti della Polizia Locale, con la possibilità di assumerne altri sei. Eppure, proprio quando servirebbe garantire servizi fondamentali come la scorta ai carri lungo le strade, emergono limiti che rischiano di bloccare manifestazioni storiche.
«Se questo è il risultato – osserva – tutti i nodi vengono al pettine. È evidente che se i nostri vigili, che paghiamo a nostre spese, devono operare anche sugli altri territori comunali, diventa difficile assicurare certi servizi».
Parole che si innestano su una situazione concreta: i carri sono pronti, costruiti con mesi di lavoro volontario e investimenti diretti dei gruppi, ma il problema resta il trasferimento, non i percorsi interni delle sfilate. Senza una scorta della Polizia Locale, il rischio è che tutto si fermi.
Tradizione e volontariato sotto pressione
A Varignano il Carnevale non è solo una festa, ma un rito che affonda le radici nel Cinquecento, un momento identitario che accompagna il paese da oltre cinque secoli. Anche a Dro la sfilata dei carri rappresenta il cuore dell’evento e il frutto di una collaborazione costruita negli anni tra più comunità.
Eppure oggi quella rete mostra crepe evidenti. Gli organizzatori non nascondono la preoccupazione: assumersi la responsabilità della sicurezza sulle strade, senza un supporto istituzionale chiaro, non è un’opzione percorribile. Il rischio, sempre più concreto, è che il peso delle regole e delle carenze organizzative finisca per schiacciare il volontariato.
La battaglia per il comando dei vigili ad Arco
È in questo quadro che Ottobre rilancia una battaglia che porta avanti da tempo: il ritorno del comando dei vigili urbani ad Arco. «Se il buongiorno si vede dal mattino – afferma – la situazione deve rientrare nei ranghi al più presto. Anche perché possiamo assumerne altri sei».
Per l’ex deputato, il caso dei carnevali non è un episodio isolato, ma la dimostrazione concreta dei limiti dell’attuale organizzazione. Una struttura che, secondo lui, fatica a rispondere alle esigenze reali del territorio, soprattutto nei momenti in cui tradizione, sicurezza e partecipazione popolare si incontrano.
Una questione che va oltre il Carnevale
Il pensiero corre inevitabilmente anche ad Arco, dove il Carnevale – pur celebrando un anniversario storico – ha già rinunciato in passato ai carri in movimento, sostituiti da soluzioni statiche proprio per difficoltà legate a sicurezza e burocrazia.
Un precedente che pesa e che oggi torna d’attualità. Perché, come dimostra il caso di Varignano e Dro, non è solo una festa a essere in gioco, ma il modello con cui il territorio sceglie di tutelare le proprie tradizioni e di sostenere chi, da anni, le rende possibili.
Nei prossimi giorni si capirà se prevarrà una soluzione condivisa. Intanto, la presa di posizione di Mauro Ottobre riporta il tema al centro del dibattito: la sicurezza non può diventare il motivo per cui una comunità smette di festeggiare se stessa.
(n.f.)