Articolo pubblicato il: 19/02/2026 alle 16:46
La Busa - Sanità e casa, Mascaro: «Per il personale si facciano alloggi temporanei all’ex ospedale di Arco»
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Attualità, Notizie, Salute

 

Il tema della casa torna ad intrecciarsi con quello della sanità nel dibattito politico dell’Alto Garda. A portarlo all’attenzione pubblica è una mozione firmata dalla consigliera comunale Loredana Mascaro, esponente della maggioranza di Riva del Garda per la lista civica “Noi X Riva – Riva per tutti”, che nelle prossime settimane approderà in Consiglio comunale.
L’atto, indirizzato al presidente del Consiglio comunale Adalberto Mosaner e al sindaco Alessio Zanoni, punta a sollecitare la Provincia autonoma di Trento affinché valuti la possibilità di destinare parte del nuovo edificio denominato “ex ospedale di Arco” ad alloggi a supporto del personale sanitario e socio-sanitario operante nel bacino dell’Alto Garda e Ledro.

Un problema abitativo che incide sulla sanità
La mozione prende le mosse da un quadro che, negli ultimi anni, è diventato sempre più centrale nelle politiche locali: la difficoltà di accesso alla casa. Riva del Garda e Arco, come ricordato nel documento, sono stati individuati dalla Provincia tra i Comuni ad alta tensione abitativa, un’etichetta che fotografa criticità strutturali legate ai costi elevati del mercato immobiliare e alla scarsità di alloggi a canone sostenibile.
Secondo la consigliera Mascaro, questa dinamica non rappresenta soltanto una questione sociale, ma incide direttamente sulla capacità del territorio di attrarre e trattenere figure professionali essenziali, a partire da medici, infermieri e operatori socio-sanitari. Nel testo si richiama infatti la crescente difficoltà del sistema sanitario nel reperire personale, con particolare riferimento ai medici di medicina generale (MMG) e alle strutture residenziali per anziani.

 

 

La proposta: alloggi temporanei per il personale sanitario
Il cuore della mozione riguarda l’area dell’ex ospedale di Arco, oggetto di un processo di riqualificazione promosso dalla Provincia autonoma di Trento. Pur trattandosi di un immobile collocato nel territorio comunale arcense, la consigliera sottolinea come la sua funzione sia di fatto sovracomunale, poiché inserita in un sistema sanitario che serve l’intero Alto Garda e Ledro.
L’indirizzo politico proposto al Consiglio comunale è chiaro: aprire un confronto istituzionale con la Provincia, con l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e con la Comunità Alto Garda e Ledro per valutare la realizzazione di alloggi dedicati, con priorità per:
– personale medico, infermieristico e tecnico dell’Ospedale di Arco;
– medici di medicina generale assegnati al territorio;
– personale delle RSA e dei servizi socio-sanitari territoriali;
– operatori impegnati nei servizi distrettuali.
Un elemento che la stessa Mascaro ha voluto precisare pubblicamente attraverso un post diffuso sui social nella giornata di oggi, mercoledì 18 febbraio.

«Non alloggi permanenti, ma soluzioni agili»
«È importante chiarire che: la mozione non chiede alloggi permanenti, non chiede nuove residenze né operazioni immobiliari», scrive la consigliera. «Chiede alloggi temporanei, strumenti agili e immediati che permettano al personale sanitario di poter scegliere di lavorare nelle nostre strutture».
Nel messaggio, Mascaro evidenzia un meccanismo che, a suo avviso, si ripete con frequenza: «Oggi questo non è possibile: chi arriva non trova un alloggio in tempi brevi e rinuncia». Da qui il timore che anche investimenti rilevanti sul piano sanitario possano perdere efficacia: «Senza personale, anche gli investimenti più importanti rischiano di trasformarsi in “cattedrali nel deserto”».

Un nodo strategico per il territorio
Il tema sollevato dalla mozione intercetta una questione più ampia che interessa numerosi territori a forte vocazione turistica, dove la pressione del mercato immobiliare e la diffusione degli affitti brevi riducono la disponibilità di soluzioni abitative per residenti e lavoratori.
Nel caso dell’Alto Garda, la criticità assume un rilievo particolare proprio per il settore sanitario, già alle prese con carenze di organico e difficoltà di ricambio generazionale. La disponibilità di alloggi temporanei dedicati viene indicata, anche in altri contesti nazionali ed europei, come uno strumento di welfare territoriale capace di facilitare il reclutamento e la permanenza dei professionisti.

Ringraziamenti e percorso istituzionale
Nel post social, la consigliera rivolge anche alcuni ringraziamenti istituzionali: «È doveroso ringraziare il Presidente della Comunità di Valle Giuliano Marocchi, la Sindaca di Arco Arianna Fiorio e anche l’assessore provinciale alla Sanità Mario Tonina, che hanno compreso l’importanza di trovare una soluzione concreta a questa esigenza».
Un passaggio che segnala come il tema sia già oggetto di interlocuzioni a diversi livelli amministrativi, pur in assenza – al momento – di decisioni formali.
La mozione, come precisato dalla stessa Mascaro, non è ancora stata discussa in aula consiliare. Sarà il confronto politico delle prossime settimane a chiarire se e in quale misura il Consiglio comunale di Riva del Garda intenderà sostenere la proposta e farsi promotore di un’iniziativa condivisa con gli altri Comuni del bacino sanitario.
Sul tavolo resta una questione destinata a rimanere centrale: la capacità del territorio di coniugare sostenibilità abitativa e tenuta dei servizi essenziali. In gioco, non solo politiche urbanistiche, ma la qualità stessa dell’assistenza sanitaria locale.

(n.f.)

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