Articolo pubblicato il: 02/07/2026 alle 09:00
La Busa - «Salviamo l’olivicoltura dell’Alto Garda»: l’appello di Onda alla Provincia
Posted By Redazione
Categoria: Agricoltura, Economia, Notizie, Politica

 

L’olivicoltura dell’Alto Garda rappresenta molto più di una semplice attività agricola. È un patrimonio paesaggistico, culturale ed economico che contribuisce a definire l’identità del territorio, dalle campagne di Dro agli oliveti di Arco e Tenno, fino ai terrazzamenti del Monte Brione. Un paesaggio unico, impreziosito da un “oro verde” conosciuto e apprezzato ben oltre i confini locali per le sue straordinarie caratteristiche organolettiche e per l’elevato valore nutraceutico dell’olio extravergine prodotto sulle sponde settentrionali del Garda.
Proprio per questo il movimento civico trentino Onda Alto Garda e Ledro torna ad accendere i riflettori sulle difficoltà che stanno attraversando centinaia di piccoli olivicoltori, lanciando un appello alla Provincia affinché vengano adottati interventi strutturali e non soltanto misure emergenziali.
«I piccoli proprietari sono i veri custodi del territorio – sostengono Johnny Perugini e Andrea Suman – ma continuano a essere ignorati». Secondo Onda, sempre più oliveti vengono abbandonati, mentre lungo i sentieri dell’Alto Garda aumentano i terreni incolti e i cartelli “vendesi”, segnale di una crisi che rischia di avere conseguenze non soltanto economiche, ma anche ambientali e paesaggistiche.

 

 

L’associazione individua diverse cause: i cambiamenti climatici, la diffusione di nuovi parassiti, l’aumento dei costi di produzione e le difficoltà operative legate agli storici terrazzamenti, spesso raggiungibili soltanto a piedi. Una situazione resa ancora più delicata dall’età avanzata di molti piccoli proprietari, che faticano a sostenere lavorazioni sempre più impegnative.
Secondo Onda, l’abbandono degli oliveti comporta inoltre un progressivo degrado del territorio e aumenta il rischio idrogeologico, oltre a favorire la diffusione di patologie vegetali che possono interessare anche le coltivazioni confinanti.
Nel mirino finisce anche la politica provinciale. Il movimento ricorda come, nel novembre scorso, sia stata respinta una proposta che chiedeva forme di sostegno dedicate a oliveti e castagneti, mentre il recente stanziamento di 500 mila euro destinato alle imprese olivicole danneggiate dagli eventi climatici viene definito «una misura spot», insufficiente e incapace di coinvolgere gran parte dei piccoli produttori privati, spesso esclusi dai requisiti previsti.
Per questo Onda Alto Garda e Ledro annuncia di essere al lavoro, insieme al consigliere provinciale Filippo Degasperi, alla stesura di una nuova interrogazione in Consiglio provinciale per chiedere strumenti permanenti di sostegno economico destinati ai piccoli e medi proprietari.
Parallelamente, il movimento rilancia due proposte rivolte al territorio: destinare una quota della tassa di soggiorno incassata da APT Garda Dolomiti al sostegno dell’olivicoltura locale e prendere esempio dal modello sviluppato a Tignale, dove la cooperativa olivicola gestisce gli oliveti dei soci impossibilitati a coltivarli, favorendo allo stesso tempo nuove forme di agricoltura e turismo rurale.
«La salvaguardia dell’olivaia dell’Alto Garda – concludono Perugini e Suman – passa necessariamente dalla sostenibilità economica della sua coltivazione. Senza un sostegno stabile, rischiamo di perdere un patrimonio che rappresenta la nostra storia, il nostro paesaggio e una delle immagini più autentiche dell’Alto Garda».
(n.f.)

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