Il caso del Rugby Alto Garda diventa l’occasione per aprire una riflessione più ampia sul futuro degli impianti sportivi dell’Alto Garda. Dopo la replica del sindaco Alessio Zanoni alle critiche di Voce Comune, interviene anche l’assessore al bilancio e allo sport Mario Caproni, che allarga lo sguardo ben oltre il rugby, delineando la strategia della Giunta per rispondere alle esigenze di un territorio dove lo sport coinvolge migliaia di persone.
Il punto di partenza è quello già espresso dal sindaco: il problema del Rugby Alto Garda esiste, ma non può essere affrontato pensando che sia il solo Comune di Riva del Garda a farsi carico delle esigenze sportive dell’intero comprensorio. «Riva del Garda è un Comune ricco di associazioni sportive. Ce ne sono decine, coinvolgono migliaia di iscritti, organizzano un calendario fittissimo di eventi e rappresentano una realtà fondamentale non solo dal punto di vista sportivo, ma anche sociale», osserva Caproni.
Una ricchezza che, però, si confronta con impianti sempre più sotto pressione. «Purtroppo le nostre strutture sportive sono spesso in tensione e segnano il tempo».
L’assessore parte dalle palestre, dove ogni anno si registrano centinaia di richieste e ogni disciplina presenta esigenze differenti. Da qui la convinzione che il territorio abbia bisogno di una moderna struttura polivalente, un vero palazzetto dello sport, pur nella consapevolezza che sarà necessario individuare anche un modello sostenibile per coprirne i costi di gestione.
Analoga la situazione della piscina comunale, ormai datata e utilizzata da un bacino ben più ampio del solo territorio rivano. «Se ne parla ormai da decenni: serve una nuova struttura condivisa, con piscina coperta e scoperta».
Caproni richiama poi gli interventi già programmati: il completamento della cittadella del tennis con due campi coperti e la possibile realizzazione di campi da padel, il rifacimento del manto sintetico del campo di Varone e l’ammodernamento dell’illuminazione degli impianti calcistici nel corso del 2026.
Ampio spazio è dedicato all’hockey, che l’assessore definisce una delle priorità della Giunta.
«La nostra società è una delle poche in Trentino ad avere due squadre in Serie A, maschile e femminile, ma da anni è costretta ad allenarsi e giocare a Mori. Con il nostro bilancio abbiamo finalmente posto le basi per dare una risposta definitiva a una richiesta che attendeva da decenni».
Sul rugby, invece, Caproni ricorda il tavolo convocato a inizio mandato con i Comuni dell’Alto Garda, il Coni provinciale, la Federazione trentina Rugby e la Comunità di Valle. «Abbiamo condiviso la necessità di costruire una risposta sovracomunale, verificando nel frattempo la possibilità di ottenere una deroga per il campo di San Giorgio destinata all’attività giovanile e avviando una mappatura delle aree sportive presenti nei vari Comuni».
L’assessore non dimentica il ruolo delle associazioni sportive. «Mi preme ringraziare direttivi, tecnici e volontari per tutto il bene che stanno facendo. Il volontariato sportivo rappresenta una delle più grandi ricchezze del nostro territorio». Il Comune, ricorda, continua a sostenere le società attraverso contributi ordinari e straordinari.
Il messaggio conclusivo è anche una proposta politica. «Serve una regia sovracomunale capace di dare risposte alle giuste richieste delle associazioni sportive e di condividere anche i costi di gestione, che nessun Comune può affrontare da solo». Da qui anche il rilancio dell’idea di destinare una parte della tassa di soggiorno al finanziamento delle strutture sportive, con ricadute positive sia per i residenti sia per il turismo.
Le parole di Caproni hanno alimentato il dibattito anche tra i cittadini. Diversi lettori hanno richiamato l’attenzione sulla situazione dell’Atletica Alto Garda, tra spazi limitati e tribune ancora prive di copertura, mentre altri hanno rilanciato la necessità di una nuova piscina comprensoriale condivisa tra Riva e Arco. C’è anche chi, come l’imprenditrice turistica e presidente di un’associazione sportiva Sara Romani, ha espresso apprezzamento per la proposta di utilizzare parte della tassa di soggiorno a sostegno degli impianti.
Il confronto, nato attorno al futuro del Rugby Alto Garda, si allarga così a una riflessione più generale sulla programmazione dello sport nell’intero comprensorio, con una convinzione che l’assessore sintetizza chiaramente: le risposte alle esigenze delle associazioni dovranno sempre più nascere da una visione condivisa dell’Alto Garda.
(n.f.)