
Il tema è uno di quelli che toccano direttamente il volto della città: quanto ancora può crescere Riva senza perdere il proprio equilibrio? Voce Comune per Riva riporta il dibattito sul terreno dell’urbanistica e annuncia una proposta precisa: modificare l’articolo 25 del Piano regolatore generale, indicato dal gruppo come uno dei meccanismi che negli ultimi vent’anni avrebbero favorito una crescita edilizia troppo intensa nelle zone residenziali.
La fotografia proposta da Voce Comune parte da un fenomeno che, secondo il movimento, è ormai ben visibile in diversi quartieri. Piccole abitazioni, spesso composte da uno o due appartamenti e circondate da giardini di pertinenza, sono state demolite e sostituite da edifici e condomini di dimensioni sensibilmente maggiori.
Il gruppo individua proprio nell’articolo 25 del PRG una delle cause di questa trasformazione, sostenendo che la norma abbia consentito, in caso di demolizione di edifici esistenti, ricostruzioni con volumetrie più consistenti rispetto a quelle originarie.
«Il risultato è sotto gli occhi di tutti», scrivono Elisabetta Aldrighetti, Nicola Santoni, Salvatore Mamone e Giovanni Vivaldelli. Secondo Voce Comune, il processo avrebbe avuto un impatto pesante non soltanto sul paesaggio, ma anche sull’identità urbana di Riva del Garda, modificandone profondamente il tessuto residenziale.
Il gruppo non nasconde che molte trasformazioni siano ormai irreversibili. «Indietro non si può tornare», osserva, ma proprio per questo invita a spostare il confronto su ciò che può ancora essere deciso: quale modello urbanistico scegliere da oggi in avanti.
La proposta annunciata è quindi quella di intervenire sull’articolo 25 del PRG, limitando la possibilità che la demolizione di piccoli edifici residenziali si traduca automaticamente nella costruzione di fabbricati molto più grandi.
Il messaggio politico è netto: «Riva del Garda ha già costruito troppo. È arrivato il momento di mettere un punto». Per Voce Comune, la futura pianificazione dovrebbe puntare maggiormente sulla tutela del territorio, del verde e della qualità urbana.
La questione è destinata a pesare nel confronto sulla annunciata variazione del PRG. Perché dietro il tema delle volumetrie non c’è soltanto una discussione tecnica su indici e norme edilizie. C’è una scelta più ampia: continuare a densificare il costruito oppure provare a preservare ciò che resta del paesaggio residenziale e degli spazi verdi della città.
Ed è proprio su questo terreno che Voce Comune intende portare la propria proposta, chiedendo che il nuovo passaggio urbanistico diventi anche un’occasione per ripensare il rapporto tra crescita edilizia, qualità della vita e identità di Riva del Garda.
(n.f.)