Articolo pubblicato il: 14/09/2026 alle 18:30
La Busa - Riva, Santi difende la Comunità del Garda: «Va rafforzata, non smantellata»
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Amministrativa, Notizie, Politica

 

La Comunità del Garda torna al centro dello scontro politico e questa volta il confronto investe direttamente anche Riva. Dopo la richiesta del Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda di chiudere l’attuale associazione e sostituirla con un ente pubblico sovraordinato, l’ex sindaca Cristina Santi, oggi all’opposizione in consiglio comunale e segretaria locale della Lega Salvini, interviene con una presa di posizione netta: «No alla chiusura. Sarebbe una scelta miope che fa male al nostro territorio». Santi respinge dunque l’idea di “azzerare” l’organismo oggi presieduto da Mariastella Gelmini e invita semmai a rafforzarlo. «Distruggere un organismo esistente per crearne un altro – sostiene – è un’operazione paradossale, inutile e costosa». Secondo l’ex prima cittadina, la Comunità del Garda resta «l’unico vero tavolo di confronto trasversale tra le sponde del lago» e chiuderla significherebbe cancellare «storia, rapporti, esperienze e lavoro di decenni».
Il suo intervento riapre però una frattura politica già emersa nei mesi scorsi.

 

 

L’attuale sindaco di Riva, Alessio Zanoni, aveva infatti espresso forti dubbi sull’efficacia dell’organismo, arrivando a sostenere l’uscita del Comune. Una posizione che aveva fatto discutere soprattutto perché altri amministratori gardesani, tra cui esponenti di Nago-Torbole, Malcesine e Limone, avevano invece difeso la permanenza e il rafforzamento della Comunità come luogo di confronto su temi che non possono essere affrontati Comune per Comune: qualità delle acque, mobilità, navigazione, sicurezza, ciclovia, turismo e tutela dell’ecosistema.
È proprio su questo terreno che oggi si confrontano due visioni differenti.
Da un lato chi considera la Comunità un organismo troppo debole, privo di poteri reali e incapace di incidere sulle grandi scelte del Garda. Dall’altro chi teme che lo scioglimento significhi disperdere un patrimonio di relazioni costruito nel tempo, senza la garanzia che un nuovo ente riesca davvero a funzionare meglio.
Santi si schiera apertamente nel secondo campo. «Il Garda ha bisogno di essere rafforzato e non smantellato», afferma, ricordando che le grandi sfide del lago restano comuni a tutte le sponde: depurazione, pressione turistica, consumo di suolo, mobilità, sicurezza e sostenibilità. E proprio qui arriva la stoccata politica: «A chi propone di chiudere la Comunità dico di avanzare proposte concrete, perché prima di demolire la nostra identità serve la volontà politica per farla funzionare davvero».
Il confronto, dunque, non riguarda soltanto il destino di un’associazione. Tocca una questione più profonda: chi deve governare il Garda e con quali strumenti.
Per Santi la strada passa dal rafforzamento dell’organismo esistente. Per Zanoni, invece, il modello attuale non appare più adeguato. Due posizioni diverse che ora promettono di riportare il tema anche dentro il dibattito politico rivano. E la domanda resta aperta: meglio riformare la Comunità del Garda o superarla del tutto? (n.f.)

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Data e ora di stampa: 14/09/2026 20:03
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