Articolo pubblicato il: 09/08/2026 alle 18:00
La Busa - Riva, crisi idrica e fontane sempre aperte. Santi e Betta: «Servono rubinetti»
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Amministrativa, Notizie, Politica

 

A Campi l’acqua è diventata una risorsa da centellinare, con limitazioni ai consumi e fontane chiuse. Qualche chilometro più a valle, nel centro di Riva, ci sono invece punti di erogazione pubblica dove l’acqua continua a scorrere senza che sia possibile chiudere il rubinetto. Una contraddizione, almeno sul piano del messaggio rivolto ai cittadini, sulla quale ora arriva un’interpellanza indirizzata al sindaco Alessio Zanoni.
A firmarla sono Cristina Santi e Silvia Betta, del gruppo consiliare PATT + Autonomisti + Popolari – Lega Trentino, che chiedono all’amministrazione Zanoni di installare sulle fontane pubbliche rubinetti, pulsanti a pressione o dispositivi temporizzati, così da consentire di interrompere il flusso quando l’acqua non viene utilizzata.

 

 

Il punto di partenza è l’ordinanza del 30 luglio, adottata dopo la comunicazione di Alto Garda Servizi sulla sofferenza delle sorgenti che alimentano la rete idrica. A Campi sono state introdotte limitazioni all’utilizzo dell’acqua potabile e chiuse le fontane pubbliche. Una situazione legata alle difficoltà del serbatoio “Villaggio di Campi” e al calo delle portate di diverse sorgenti. Problemi che, ricordano le consigliere, interessano più in generale l’Alto Garda e si inseriscono in un quadro di deficit idrico che riguarda il Trentino.
Da qui il nodo politico dell’interpellanza. «Risulta incoerente, sul piano tecnico ancor prima che comunicativo, chiedere ai cittadini sacrifici quotidiani», scrivono Santi e Betta, mentre «nelle vie e nelle piazze del centro l’acqua continua a scorrere ininterrottamente e senza alcun controllo».
Le due consigliere non attribuiscono però alle fontane la responsabilità della crisi. Anzi, precisano che la loro incidenza sul bilancio complessivo dell’acquedotto è generalmente marginale. Il significato dell’intervento proposto sarebbe dunque «prevalentemente educativo e simbolico, prima ancora che quantitativo».
Secondo quanto riportato nell’interpellanza, un rubinetto tradizionale può erogare mediamente tra 12 e 16 litri al minuto, mentre sistemi a pulsante, temporizzati o a fotocellula possono ridurre l’erogazione a 3-6 litri al minuto. Un intervento giudicato dalle firmatarie semplice e dal costo contenuto.
E il ragionamento viene esteso anche alle fontane alimentate attraverso sistemi a ricircolo. In quel caso non ci sarebbe un vero prelievo aggiuntivo dalla rete potabile, ma resterebbe, sostengono Santi e Betta, il valore del gesto: «Chiudere un rubinetto ha un valore che va oltre il risparmio materiale della singola goccia d’acqua».
L’obiettivo, dunque, non è chiudere le fontane, che soprattutto in estate rappresentano un servizio importante per residenti e turisti, ma permettere di fermarne l’erogazione quando non serve. «Non per togliere acqua ai cittadini – ribadisce anche Lorenzo Cargnelli, segretario locale del PATT rivano – ma per evitare sprechi inutili e dare un messaggio educativo forte, soprattutto alle nuove generazioni».
Ora la parola passa al sindaco Zanoni, al quale Santi e Betta chiedono una risposta scritta: in un’estate segnata dalle prime limitazioni idriche, anche un semplice rubinetto diventa materia di confronto politico.
(n.f.)

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