
Quattordici milioni di euro, un immobile strategico per il futuro di Nago-Torbole e una documentazione che l’opposizione sostiene di poter consultare, ma non portare con sé per studiarla. La partita sull’ex Colonia Pavese si sposta così dal futuro dell’edificio alla trasparenza delle procedure.
A sollevare il caso è il gruppo consiliare Rinascita e Sviluppo per Nago-Torbole, con Giovanni Perugini, Giovanni Di Lucia, Adriano Vivaldi e Donatella Mazzoldi, all’indomani della decisione della giunta Morandi di riconoscere l’interesse pubblico della proposta di partenariato pubblico-privato presentata da Nest srl.
Un primo passaggio, non ancora l’approvazione del progetto né del piano economico-finanziario da oltre 14 milioni di euro, al quale seguirà un avviso pubblico per raccogliere eventuali proposte alternative.
Ed è proprio sulla possibilità di approfondire quella documentazione che nasce lo scontro.
Secondo quanto riferisce Rinascita e Sviluppo, alla richiesta di accesso agli atti presentata dai consiglieri il Comune avrebbe consentito la consultazione alla presenza del personale dell’ufficio, senza permettere l’estrazione di copie né la riproduzione dei documenti attraverso smartphone o altri dispositivi.
Una modalità ritenuta insufficiente dall’opposizione per esaminare nel dettaglio un’operazione così complessa, comprendente piani economico-finanziari, valutazioni dei rischi e relazioni tecniche.
Il gruppo chiede quindi che il futuro della Pavese venga approfondito anche in consiglio comunale, rivendicando il diritto dei rappresentanti eletti di analizzare il progetto e valutarne ricadute, sostenibilità e reale interesse pubblico.
La critica assume anche toni politici molto duri. Rinascita e Sviluppo arriva a parlare di progetto tenuto «sotto sequestro» e utilizza il termine «democratura» per contestare quella che considera una carenza di trasparenza. Richiama inoltre il precedente project financing della Fondazione Millennium, dichiarato inammissibile nel 2024, e cita la controversa vicenda del nuovo ponte sulla Sarca come esempio di opere sulle quali, a suo giudizio, sarebbe mancato un adeguato coinvolgimento.
Il gruppo annuncia infine che continuerà a chiedere, «in ogni sede opportuna», di ottenere copia della documentazione.
La Pavese sembra dunque più vicina a una possibile rinascita. Ma prima ancora del progetto, a Nago-Torbole si apre adesso la battaglia sulle carte.
(n.f.)