
Il messaggio è chiaro e non lascia spazio a interpretazioni: abbandonare i rifiuti è un reato. Un richiamo netto, diventato virale in queste ore in tutto il Basso Sarca, dopo la pubblicazione di un post della Polizia Locale Intercomunale Alto Garda e Ledro che affronta senza giri di parole una problematica sempre più sentita nei sette comuni dell’Alto Garda e Ledro.
Un territorio a forte vocazione turistica, curato e promosso come esempio di qualità ambientale, ma che troppo spesso si ritrova a fare i conti con comportamenti incivili: rifiuti lasciati a terra, sacchi abbandonati accanto ai cassonetti, isole ecologiche trasformate impropriamente in discariche abusive.
Nel post diffuso dalla Polizia locale, l’invito alla responsabilità individuale si accompagna a un avvertimento altrettanto esplicito.
Chi abbandona rifiuti può andare incontro a sanzioni fino a 10.000 euro, denuncia penale, sequestro del veicolo e persino ritiro della patente.
Le aree sensibili sono videosorvegliate e i responsabili vengono identificati: nessuna tolleranza, viene ribadito, per chi danneggia il territorio.
Un passaggio centrale del messaggio riguarda proprio il ruolo delle isole ecologiche, definite senza ambiguità come un servizio pubblico, non una scorciatoia per disfarsi illegalmente dei rifiuti. Un concetto che si inserisce nel dibattito acceso delle ultime settimane, alimentato anche da polemiche e segnalazioni che coinvolgono diversi comuni dell’Alto Garda e Ledro, dove residenti e amministrazioni lamentano situazioni di degrado sempre più frequenti.
Il nodo, come spesso accade, non è solo organizzativo ma culturale.
Da un lato un sistema di raccolta che richiede attenzione e rispetto delle regole, dall’altro comportamenti che finiscono per penalizzare l’intera comunità: chi vive sul territorio, chi lo visita e chi lavora quotidianamente per mantenerlo decoroso.
Il richiamo della Polizia locale va quindi oltre la minaccia della sanzione.
È un invito a recuperare senso civico e responsabilità, ricordando che la tutela dell’ambiente non è un obbligo imposto dall’alto, ma una scelta quotidiana. Perché, come sottolineato nel messaggio, chi inquina paga, ma a perdere – in termini di immagine e qualità della vita – è sempre l’intera collettività. (n.f.)