
Il futuro della gestione dei rifiuti in Trentino entra in una fase decisiva, e l’Alto Garda prova a far sentire la propria voce. Nei giorni scorsi, il movimento ONDA Alto Garda ha incontrato il presidente della Comunità di Valle Alto Garda e Ledro, Giuliano Marocchi, anche sindaco di Tenno, per esporre le proprie preoccupazioni sul possibile ricorso a un impianto di incenerimento.
Un confronto definito “cordiale” dagli stessi promotori, ma che si inserisce in un passaggio strategico: da un lato le decisioni locali sul modello di gestione dei rifiuti, dall’altro il tavolo provinciale di EGATO, chiamato a definire le scelte infrastrutturali per l’intero territorio trentino.
Un doppio livello decisionale
L’incontro assume infatti una rilevanza che va oltre i confini dell’Alto Garda. Il presidente della Comunità di Valle siede anche nel consiglio di EGATO (Ente di Gestione dell’Ambito Territoriale Ottimale), organismo che nelle prossime settimane sarà chiamato a prendere decisioni chiave.
È proprio su questo doppio binario – locale e provinciale – che ONDA ha voluto intervenire, portando un documento di posizionamento dal titolo esplicito: “Inceneritore, no grazie”.
Le criticità sollevate
Al centro del confronto, la netta contrarietà alla realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento o termovalorizzazione in Trentino. Tre i principali punti sollevati dal movimento.
Il primo riguarda la salute pubblica. Secondo ONDA, un inceneritore introdurrebbe nell’ambiente sostanze inquinanti persistenti, con potenziali ricadute su un territorio delicato sia dal punto di vista orografico sia ecosistemico, come quello del Garda.
Il secondo nodo è economico. L’Alto Garda fonda gran parte della propria economia sul turismo, strettamente legato alla qualità del paesaggio e dell’aria. La presenza di un impianto industriale di questo tipo, secondo il movimento, rischierebbe di compromettere l’immagine del territorio.
Infine, la questione delle alternative. ONDA sostiene che esista già un modello più sostenibile ed efficiente, basato su riduzione dei rifiuti, riuso, riciclo spinto ed economia circolare. Un approccio, sottolineano, in linea con le direttive europee e potenzialmente più vantaggioso anche sul piano economico.
Un appello alla politica
Dal confronto emerge una richiesta chiara: coerenza nelle scelte politiche. “Abbiamo trovato ascolto – spiegano i rappresentanti di ONDA – ma ora servono azioni concrete”. Il riferimento è sia alle decisioni della Comunità di Valle sia alle posizioni che verranno espresse a livello provinciale.
Il timore espresso è che l’Alto Garda possa diventare “terminale passivo” di scelte calate dall’alto, in un contesto già segnato da forti pressioni ambientali.
Un dibattito destinato a crescere
Il tema della gestione dei rifiuti si conferma dunque uno dei più delicati per il futuro del Trentino. La partita è aperta e coinvolge istituzioni, cittadini e mondo economico.
ONDA annuncia che continuerà a monitorare il percorso decisionale e a mobilitare la cittadinanza. Sullo sfondo resta una domanda centrale: quale modello di sviluppo scegliere per i prossimi decenni.
(n.f.)