
Nuova “benzina” sul tema della gestione dei rifiuti urbani nel dibattito politico ad Arco. Dopo l’intervento dell’ex sindaco Alessandro Betta sulla situazione della raccolta a Bolognano e la replica dell’amministrazione comunale, affidata alle parole della sindaca Arianna Fiorio e dell’assessora competente Chiara Parisi, riportate da La Busa online, è ora Fucina Comune a tornare alla carica con un nuovo comunicato stampa, chiedendo un confronto più rigoroso e aderente ai fatti.
Nel suo intervento, Betta aveva denunciato una situazione di degrado visibile, riconducibile – a suo avviso – alle criticità del sistema porta a porta in contesti sensibili e alla mancanza di presidi adeguati. La risposta della maggioranza aveva invece richiamato il tema del senso civico e operato un paragone tra i cestini impropriamente utilizzati e le isole ecologiche, sottolineando come in passato le condizioni fossero peggiori.
È proprio su questo punto che si concentra la presa di posizione di Fucina Comune. Pur ribadendo il rispetto dovuto alle cariche istituzionali, il gruppo parla di una “palese forzatura argomentativa”: «Paragonare un cestino trasformato di fatto in una discarica impropria a un’isola ecologica significa mettere sullo stesso piano cose totalmente diverse», si legge nel comunicato. Una semplificazione che, secondo Fucina Comune, non è solo lessicale, ma rischia di alterare il senso reale del problema.
L’isola ecologica viene infatti descritta come una struttura progettata, regolata e presidiata, con modalità precise di conferimento, mentre i casi segnalati a Bolognano riguarderebbero un degrado diffuso e visibile, legato all’organizzazione del servizio e alla sua applicazione concreta. Assimilare le due situazioni, sostiene il gruppo, non chiarisce la discussione ma ne sposta il piano.
Altro nodo centrale è il richiamo al senso civico dei cittadini. Un valore considerato fondamentale, ma che – secondo Fucina Comune – non può diventare un alibi politico: «Il senso civico è fondamentale, ma non può sostituire l’organizzazione, la presenza dell’amministrazione e la qualità delle scelte fatte». Di fronte a problemi strutturali, limitarsi a ricordare che “in passato era peggio” viene definito come una risposta elusiva, più che una presa in carico delle criticità.
Nel comunicato emerge anche una critica più ampia al metodo politico, definito come uno “scaricabarile sistematico”: chi governa, sottolinea Fucina Comune, è stato eletto per risolvere i problemi, non per cercare continuamente responsabilità altrove. «Il tempo delle segnalazioni e delle denunce, oggi, dovrebbe essere superato», si legge ancora.
Il richiamo finale è a un’amministrazione capace di riconoscere ciò che non funziona, senza rifugiarsi in confronti impropri o narrazioni autoassolutorie. «La comunità non chiede polemiche – conclude il gruppo – ma soluzioni; non paragoni forzati, ma chiarezza». Un messaggio sintetizzato dal proverbio citato nel comunicato: “confondere le acque non le rende più pulite”.
Il dibattito sulla gestione dei rifiuti, tema centrale per la qualità della vita e la tutela ambientale, resta dunque aperto. E, come ricorda Fucina Comune, merita rispetto non solo nelle scelte operative, ma anche nel linguaggio con cui viene affrontato. (n.f.)