
Una presa di posizione unanime, che supera maggioranza e opposizione e porta la protesta contro il contestato raduno di “Veneto Fronte Skinheads” previsto a Pietramurata direttamente nelle istituzioni della vicina Valle dei Laghi. L’intero Consiglio comunale di Vallelaghi ha sottoscritto un documento con il quale esprime «ferma contrarietà e forte preoccupazione» per l’appuntamento annunciato nel prossimo fine settimana nel territorio comunale di Dro.
Il documento, pubblicato sui canali social istituzionali del Comune con un titolo inequivocabile – “No a ogni forma di ritorno al nazifascismo: Vallelaghi ribadisce i valori della Costituzione e dell’Autonomia” – rappresenta un nuovo capitolo delle polemiche che ormai da giorni accompagnano l’evento di Pietramurata.
L’amministrazione e il Consiglio di Vallelaghi fanno riferimento al raduno “Ritorno a Camelot”, attribuendone l’organizzazione a gruppi naziskin di estrema destra e sottolineando la vicinanza geografica fra Pietramurata e il territorio della Valle dei Laghi.
«La nostra comunità si sente indignata da manifestazioni che richiamano apertamente ideali nazifascisti – si legge nel documento – in totale contrapposizione ai valori democratici e repubblicani della nostra Costituzione».
Il richiamo all’Autonomia
A rendere ancora più significativa la presa di posizione, secondo i firmatari, è la concomitanza temporale dell’evento con le celebrazioni dedicate agli 80 anni dalla firma dell’Accordo De Gasperi-Gruber, alla presenza del Presidente della Repubblica.
Una sovrapposizione che il Consiglio comunale definisce «ancora più inquietante», sostenendo che offenda «le fondamenta storiche e civili del nostro territorio».
Il messaggio di Vallelaghi insiste quindi su rispetto, convivenza e coesistenza come valori che gli amministratori locali intendono promuovere e che vengono considerati «antitetici a qualsiasi forma di estremismo ed esclusione».
Solidarietà a Dro e appello alle autorità
Nel documento trova spazio anche la vicinanza all’amministrazione comunale di Dro, finita nelle ultime settimane al centro di una vicenda che ha provocato numerose reazioni politiche e istituzionali. Da Vallelaghi parte quindi un appello alle autorità competenti affinché «intervengano tempestivamente per impedire lo svolgimento di questa manifestazione», con l’obiettivo dichiarato di tutelare l’ordine pubblico e i valori democratici.
Ma a dare particolare forza politica al pronunciamento sono soprattutto le firme: tutto il Consiglio comunale.
Sottoscrivono il documento il sindaco Lorenzo Miori, il presidente del Consiglio comunale Sergio Povoli, il vicesindaco Paolo Decarli; gli assessori Carlotta Bressan, Nicola Frizzera, Ilaria Rigotti e Sonia Spallino; i consiglieri comunali Silvano Beatrici, Mauro Bressan, Anna Daldoss, Romano Gentili, Gabriele Margoni, Roberto Pisoni, Maria Agostina Segata, Federico Sommadossi, Luca Sommadossi, Michele Verones e Marco Zuccatti.
Una firma collettiva che porta così la vicenda oltre Pietramurata e oltre i confini di Dro: anche dalla confinante Vallelaghi arriva un “no” istituzionale, unanime e senza sfumature. (n.f.)