Articolo pubblicato il: 04/09/2026 alle 16:00
La Busa - Raduno naziskin, Calzà (PD) incalza il Comune di Dro: «Ora dica quali controlli ha predisposto»
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Attualità, Notizie, Politica

 

Il corteo ha lasciato la piazza, le domande invece restano. E, a poche ore dalla grande manifestazione antifascista che giovedì 3 settembre ha attraversato Pietramurata senza incidenti, ma scatenando il finimondo di reazioni sui social, Michela Calzà riporta l’attenzione dentro le stanze delle istituzioni. La consigliera provinciale del Partito Democratico del Trentino, già vicesindaca di Dro, chiede ora al Comune di chiarire quali controlli siano stati predisposti sul contestatissimo raduno “Ritorno a Camelot”.
Un nuovo capitolo di una vicenda che da giorni ha trasformato la piccola frazione di Dro nel centro del dibattito politico trentino e non solo. Il raduno organizzato dal Veneto Fronte Skinheads, in programma nell’area privata dell’Hotel Ciclamino dal 3 al 6 settembre, ha provocato una lunga sequenza di prese di posizione, appelli e richieste di intervento. Anche il Consiglio comunale di Dro si era espresso all’unanimità contro neofascismo e nazismo, chiedendo che l’iniziativa non venisse autorizzata.
Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica non ha però individuato gli elementi giuridici sufficienti per impedirne lo svolgimento. E ieri è arrivata la risposta della piazza: migliaia di persone, amministratori, sindacati, associazioni e cittadini hanno sfilato pacificamente a Pietramurata in difesa dei valori costituzionali.

 

 

Chi controlla il rispetto delle prescrizioni?»
Oggi Calzà sposta però il mirino sulle verifiche. La consigliera richiama infatti la determinazione provinciale numero 9463 del 27 agosto 2026 che, al punto 8, invita espressamente Comune di Dro e forze dell’ordine a verificare il rispetto delle prescrizioni, le condizioni di sicurezza e l’adozione delle necessarie cautele. «Chiedo al Comune di Dro di rendere noto se abbia effettuato i controlli previsti prima dell’inizio dell’evento e quali verifiche abbia programmato durante il suo svolgimento», afferma Calzà.
L’elenco delle questioni poste è preciso: limiti di affollamento, accessibilità delle vie di fuga, sicurezza degli impianti, delle strutture e dei tendoni, divieto di somministrazione di alcolici ai minori e, più in generale, rispetto di tutte le condizioni contenute nell’autorizzazione. «Considerata la delicatezza dell’evento e il suo impatto sulla comunità – sottolinea – è doveroso che le istituzioni garantiscano la massima trasparenza».

Dalla piazza alle responsabilità istituzionali
Calzà non nasconde invece la soddisfazione per quanto accaduto giovedì: «Migliaia di persone si sono unite per riaffermare i valori costituzionali, la dignità e l’uguaglianza delle persone e per respingere fascismo e nazismo». Ideologie, aggiunge, «che la storia ha già condannato», ma rispetto alle quali non sarebbe possibile abbassare la guardia, perché democrazia e valori costituzionali vanno difesi anche contrastando indifferenza e assuefazione. Poi la frase che sintetizza il nuovo affondo politico: «La responsabilità civile dei cittadini non sostituisce quella delle istituzioni». La piazza, insomma, ieri ha dato la propria risposta. Adesso, secondo Calzà, tocca alle istituzioni spiegare nel dettaglio cosa stanno facendo perché prescrizioni, sicurezza e legalità vengano rispettate. (n.f.)

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Data e ora di stampa: 04/09/2026 17:08
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