Articolo pubblicato il: 28/08/2026 alle 19:30
La Busa - Raduno internazionale “Fronte Skinheads” a Pietramurata, cresce il fronte del no
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Attualità, Notizie, Politica

 

La preoccupazione sale e il caso del possibile raduno internazionale dell’estrema destra con possibile location a Pietramurata di Dro diventa sempre più un caso politico. Dopo le prime indiscrezioni sulla localizzazione dell’appuntamento e l’attenzione della vicenda da parte delle autorità, il PD di Dro-Drena chiede alla sindaca Ginetta Santoni di convocare urgentemente il Consiglio comunale. E interviene anche Michela Calzà, consigliera provinciale e regionale del Partito Democratico ed ex vicesindaca di Dro, con un appello ancora più ampio: «Pietramurata non sia ostaggio del neonazismo».
Al centro delle polemiche c’è “Ritorno a Camelot 2026”, raduno internazionale previsto dal 3 al 6 settembre e riconducibile al Veneto Fronte Skinheads, gruppo di di estrema destra/neonazista, per il quale Pietramurata è stata indicata come possibile sede.
Gli skinhead sono persone di ideologia neonazista che si caratterizzano per l’uso della simbologia nazista e il ricorso a metodi violenti e intimidatori, in particolare verso le minoranze etniche e religiose, gli omosessuali e i tossicodipendenti. Il raduno prevede anche concerti con la partecipazione di diverse band tra cui Acciaio Vincente, Nativi, Topi Neri, Daspo, Sokyra Peruna e Gesta Bellica.

 

 

Il PD Dro-Drena: «Davvero il Comune non sapeva nulla?»
Il direttivo del PD di Dro-Drena, riunitosi assieme al gruppo consiliare, parte dagli aspetti amministrativi. «Per fare qualsiasi manifestazione ci vogliono una serie di permessi, anche dal Comune, ne sanno qualcosa le associazioni locali. Possibile che ai fascisti non servano permessi? Davvero il Comune non sapeva nulla?», chiedono i democratici.
Ma il nodo, secondo il circolo, è soprattutto politico. Il PD sollecita Santoni ad affermare pubblicamente che Dro e Pietramurata sono comunità democratiche e richiama i principi dello Statuto comunale, dalla pacifica convivenza al rispetto delle diversità.
Da qui la proposta: convocare un Consiglio comunale d’urgenza. «Convochi la sindaca un Consiglio comunale d’urgenza nel quale affermare, a nome delle popolazioni locali, il più fermo no alla violenza politica e l’opposizione più netta al disprezzo dei valori democratici e antifascisti della nostra Costituzione».
Il PD annuncia fin d’ora che appoggerebbe «convintamente» una simile iniziativa.

Calzà: «Non è solo una questione di autorizzazioni»
Sul caso interviene ora anche Michela Calzà, che sposta la riflessione oltre gli aspetti formali. «Una comunità non può limitarsi a chiedersi se un evento sia formalmente in regola. Deve anche domandarsi che cosa sia disposta a considerare normale», afferma la consigliera provinciale e regionale. Per Calzà, un appuntamento internazionale della durata di quattro giorni «non è solo una questione di autorizzazioni o dell’uso di una struttura privata. Riguarda la coscienza civile e democratica della nostra comunità».
C’è poi una preoccupazione strettamente legata alle dimensioni di Pietramurata e alla vita quotidiana dei suoi abitanti.
«Pietramurata è un piccolo paese, già gravato dall’impatto di grandi eventi sportivi – sottolinea l’ex vicesindaca di Dro – Non può essere esposto all’arrivo di centinaia di persone, ai disagi per i residenti, al rischio di tensioni e a un danno d’immagine destinato a durare nel tempo».

L’appello alle istituzioni
Se il PD locale chiama direttamente in causa l’Amministrazione Santoni, Calzà porta dunque la questione a un livello istituzionale più ampio. «Chiediamo al Commissario del Governo, alla Provincia e alle autorità competenti di fare quanto possibile per impedire il raduno». E conclude con la frase che sintetizza la sua posizione: «Pietramurata non può diventare ostaggio, fisicamente e moralmente, di chi si richiama al nazismo».
Il fronte contrario al possibile appuntamento, dunque, si allarga. Da una parte resta da chiarire definitivamente il quadro organizzativo e autorizzativo del raduno; dall’altra cresce la pressione politica affinché le istituzioni prendano posizione. E mentre settembre è ormai alle porte, la questione sollevata a Dro supera i confini di Pietramurata: non riguarda più soltanto dove e a quali condizioni possa svolgersi un evento, ma quale risposta politica e civile il territorio intenda dare alla sua eventuale presenza.

(n.f.)

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