
Un guasto informatico che si trascina da giorni, fino al blocco totale. È la fotografia di quanto sta accadendo nei punti prelievi e negli ospedali del Trentino, dove l’attività di laboratorio è andata progressivamente in sofferenza tra lunedì e martedì, per poi fermarsi quasi del tutto nella giornata di ieri. E anche oggi, 15 gennaio, le “serrande” sono rimaste abbassate per l’attività ordinaria.
Al centro del problema c’è ancora una volta il sistema informatico di laboratorio dell’ASUIT, colpito da un guasto che i tecnici della ditta fornitrice non sono riusciti a risolvere nonostante un lavoro proseguito per l’intera giornata. Una criticità tutt’altro che marginale, perché non riguarda solo i prelievi programmati per l’utenza esterna, ma incide direttamente sull’attività clinica interna agli ospedali.
Il blocco ha infatti avuto un effetto a catena su reparti e servizi: se da un lato il rinvio dei prelievi non urgenti crea disagio e frustrazione tra i cittadini, dall’altro la vera emergenza si gioca dentro le corsie. Gli esami urgenti, quelli necessari in pochi minuti per impostare una terapia, confermare una diagnosi o procedere a un intervento, sono stati garantiti solo grazie a un maxi sforzo del personale di laboratorio.
Una situazione definita “con l’acqua alla gola”, in particolare nei reparti più esposti come Oncologia, Pronto Soccorso e Rianimazione, dove il lavoro si è accumulato ora dopo ora, aumentando i potenziali rischi clinici e rallentando l’attività ordinaria. Un problema che non ha riguardato una singola struttura, ma l’intero sistema ospedaliero trentino.
La prima comunicazione ufficiale da parte dell’ASUIT è arrivata alle 7.30 del mattino del 14 gennaio, con l’annuncio della sospensione dei prelievi aziendali per un problema informatico di competenza della ditta produttrice del software. In serata, la conferma del mancato ripristino e la decisione di sospendere anche oggi l’attività ordinaria, garantendo solo i prelievi considerati non rinviabili: terapie anticoagulanti, pazienti oncologici, screening prenatali, curve glicemiche in gravidanza, esami pre-ricovero e impegnative urgenti. Gli utenti prenotati sono stati avvisati tramite sms o email.
In questo contesto di forte tensione, è arrivata anche la presa di posizione della politica. Il Partito Democratico del Trentino ha annunciato un’interrogazione firmata da Paolo Zanella e Francesca Parolari, che parlano apertamente di una crisi strutturale dei sistemi informatici sanitari.
Secondo i due consiglieri, il crash del laboratorio non è un episodio isolato. Nei giorni precedenti si erano già verificati problemi con il Cup, tra overbooking e ambulatori non visibili per le prenotazioni, difficoltà con il nuovo software SAP per gli ordinativi di farmacia e presidi medici, criticità legate al nuovo sistema SIO per la cartella clinica informatizzata e agli aggiornamenti della piattaforma TreC.
«Non sono semplici imprevisti – sottolineano – ma problemi reali e strutturali. Sono stati annunciati grandi investimenti, anche con i fondi del Pnrr, ma il risultato è un sistema che funziona poco e male». Da qui la richiesta di assumersi responsabilità precise: non solo le ditte fornitrici, ma anche i vertici dell’ASUIT e l’assessorato provinciale alla Sanità.
Nel frattempo, a pagare il prezzo più alto restano i cittadini, rimandati a casa dopo ore di attesa, e il personale sanitario, chiamato ancora una volta a tamponare disservizi che rischiano di minare la fiducia nel sistema sanitario pubblico. Un caos che riaccende il dibattito sulla digitalizzazione della sanità e sulla necessità di garantire servizi essenziali affidabili, soprattutto quando in gioco c’è la salute delle persone. (n.f.)