
«Porte tagliafuoco bloccate e rischi totalmente ignorati». È una denuncia netta, senza giri di parole, quella contenuta nell’interpellanza presentata dalle consigliere Cristina Santi e Silvia Betta (PATT + Autonomisti + Popolari – Lega Trentino), che accendono i riflettori sulla sicurezza antincendio nei parcheggi comunali e chiamano in causa il sindaco Alessio Zanoni.
Nel mirino finiscono in particolare i parcheggi “ex Agraria” e “Parco della Libertà”, dove – scrivono le firmatarie – «sono presenti porte tagliafuoco sistematicamente mantenute aperte mediante l’utilizzo di cunei o altri dispositivi impropri». Una pratica che, avvertono, «vanifica completamente la funzione delle porte», progettate per contenere la propagazione di fiamme e fumi in caso di incendio.
«Gravi negligenze» e sicurezza a rischio
Il tono dell’interpellanza è diretto: si parla di «gravi negligenze» e di una situazione che rappresenta «un potenziale grave rischio per l’incolumità degli utenti». Le consigliere ricordano come la normativa imponga responsabilità precise ai gestori delle strutture e sottolineano che comportamenti di questo tipo possono configurare violazioni delle disposizioni di legge.
Non solo. L’attenzione si allarga anche ad altri spazi pubblici, a partire dalle Terme Romane, definite «struttura di rilevante interesse pubblico e turistico». Qui, spiegano, la presenza di un’area di ricarica per veicoli elettrici nel parcheggio interrato impone standard ancora più elevati: «non è dato sapere se i sistemi di rilevazione, allarme e spegnimento incendi siano pienamente funzionanti», né se siano «sottoposti a regolare manutenzione».
Il precedente svizzero e l’allarme sicurezza
A rafforzare il quadro di preoccupazione è il riferimento a quanto accaduto recentemente a Crans-Montana, episodio che ha riportato al centro dell’attenzione la gestione della sicurezza antincendio in contesti pubblici. Un richiamo che, nell’interpellanza, diventa monito: la prevenzione non può essere lasciata al caso.
Sette domande all’amministrazione
Da qui una serie di domande puntuali rivolte al sindaco Zanoni. Le consigliere vogliono sapere, tra le altre cose, «se l’amministrazione sia a conoscenza della situazione», «quali controlli siano stati effettuati» e «se risultino adottati provvedimenti nei confronti dei responsabili».
E ancora: quali interventi urgenti si intendano mettere in campo, se i sistemi antincendio alle Terme Romane siano «attivi, funzionanti e certificati», e con quale frequenza vengano effettuate verifiche e manutenzioni nelle strutture comunali.
Infine, una richiesta più ampia: «non si ritenga opportuno predisporre un piano straordinario di controlli su tutte le strutture pubbliche», anche alla luce dell’aumento costante dei veicoli elettrici.
«Serve un intervento immediato»
Il messaggio conclusivo è chiaro: «si sollecita un intervento immediato e trasparente». Ora la parola passa all’amministrazione comunale, chiamata a fornire una risposta scritta nei tempi previsti dal regolamento. Una risposta attesa, soprattutto su un tema – quello della sicurezza – che difficilmente ammette margini di errore.
(n.f.)