Articolo pubblicato il: 05/08/2026 alle 19:30
La Busa - Ponte di Arco, dalla protesta alle proposte: Fucina Comune chiede un confronto
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Attualità, Notizie, Politica

 

La raccolta firme prosegue, ma insieme alle proteste arrivano anche alcune proposte che il movimento Arco Fucina Comune chiede all’amministrazione di valutare. Dopo settimane di code e disagi causati dal cantiere sul ponte di Arco, la portavoce Barbara Zanoni interviene per chiarire la posizione del gruppo, ribadendo che l’obiettivo della petizione non è alimentare lo scontro politico, bensì aprire un confronto sulle possibili alternative alla gestione della viabilità.
Nei giorni scorsi il cantiere per la realizzazione delle nuove passerelle ciclopedonali è stato al centro di un acceso dibattito cittadino, con la raccolta firme promossa dal movimento e la successiva replica del vicesindaco Marco Piantoni, che aveva difeso le scelte dell’amministrazione illustrando il cronoprogramma dei lavori e le misure adottate per limitare i disagi.
Ora Arco Fucina Comune torna sull’argomento. «In questi giorni abbiamo incontrato e ascoltato decine di residenti, commercianti e lavoratori che ogni giorno vivono le difficoltà legate alla viabilità del Ponte di Arco e di Oltresarca. Da questo confronto è nata la nostra petizione e, soprattutto, sono emerse alcune proposte concrete per arginare una situazione che è sfuggita di mano».
Il movimento tiene innanzitutto a chiarire un aspetto. «Non stiamo riproponendo il senso unico di cui si parlava anni fa. Oggi il contesto è profondamente cambiato. La gestione attuale della viabilità, con il semaforo, sta generando code e disagi ormai sotto gli occhi di tutti e l’Amministrazione ha manifestato l’intenzione di rendere persino questa soluzione permanente. È proprio per questo che riteniamo necessario aprire un confronto serio, prima che una scelta temporanea diventi definitiva».

 

 

Tra le proposte avanzate figura la possibilità di sperimentare un senso unico con deroghe, così da verificarne concretamente gli effetti sulla fluidità del traffico e sulla sicurezza. Non una soluzione definitiva, ma, spiegano, «un’occasione che è un’opportunità» da valutare attraverso dati e verifiche sul campo.
Un secondo punto riguarda l’organizzazione del cantiere. Arco Fucina Comune propone infatti di estendere i turni di lavoro fino alle 24 ore, richiamando l’esperienza di altri cantieri, come quello della variante di Torbole. «Potenziare il cantiere con turni di lavoro fino a h24 permetterebbe di ridurre al minimo la durata dei lavori e i disagi per cittadini e attività economiche», sostiene il movimento.
Lo sguardo si allarga poi al futuro della mobilità cittadina. «Con l’apertura della galleria il rischio, che è più una certezza, è quello di spostare ulteriori flussi di traffico verso Arco e Oltresarca. Governare significa prevenire i problemi, non limitarsi a gestirli quando ormai sono esplosi». Da qui anche la convinzione che «questi mesi stanno dimostrando che la circonvallazione, da sola, non è sufficiente ad assorbire i volumi di traffico» e che servano «sperimentazioni, correttivi e la disponibilità a valutare soluzioni diverse, senza preclusioni ideologiche».
Infine il movimento torna sul significato della petizione. «Non nasce per alimentare una protesta, ma per promuovere un confronto costruttivo. Chiediamo che le decisioni sulla viabilità siano assunte partendo dall’esperienza quotidiana di chi vive il territorio, attraverso il dialogo, l’ascolto e la verifica concreta delle possibili alternative tramite tecnici e dati sul traffico».
Intanto prosegue la raccolta firme promossa da Arco Fucina Comune. I cittadini che desiderano aderire all’iniziativa possono sottoscrivere la petizione presso il Mirta Shop e il Ristorante Il Ritratto, dove sono disponibili i moduli predisposti dal movimento. Un’iniziativa che, nelle intenzioni dei promotori, punta a raccogliere il maggior numero possibile di adesioni per chiedere all’amministrazione comunale di aprire un confronto sulle possibili modifiche alla viabilità durante il cantiere del ponte di Arco.
Secondo il movimento, il punto di partenza deve restare sempre lo stesso: ascoltare il territorio, verificare le proposte con il supporto dei tecnici e individuare le soluzioni più efficaci per migliorare la qualità della vita di residenti, lavoratori e attività economiche, senza rinunciare al confronto anche quando le scelte amministrative sembrano già tracciate.

(n.f.)

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