
Come ridurre i disagi di Pietramurata, rimasta nuovamente senza medico di famiglia? Sul tavolo arrivano due impostazioni diverse ma entrambe rivolte a una comunità che dal 24 agosto deve fare i conti con la nuova scopertura dell’ambulatorio: da una parte Forza Italia propone un servizio di trasporto gratuito verso altri medici e un maggiore coinvolgimento della farmacia; dall’altra la consigliera provinciale del PD Michela Calzà chiede una vera rete di medicina di prossimità, ribadendo però che l’obiettivo finale deve restare il ritorno stabile di un medico nella frazione.
La situazione è tornata critica dopo la cessazione dell’attività convenzionata della dottoressa Giulia Carpinteri. L’interpello pubblicato per garantire temporaneamente la copertura dell’ambulatorio non ha raccolto disponibilità e gli assistiti sono stati invitati a scegliere un nuovo medico tra quelli disponibili nell’ambito dell’Alto Garda, alcuni dei quali ad Arco.
Un problema già conosciuto a Pietramurata. Nel 2025 l’assenza del medico aveva portato alla raccolta di 613 firme e la questione era arrivata anche in Consiglio provinciale, con la richiesta di individuare soluzioni capaci di garantire una presenza ambulatoriale nella frazione.
A riaprire il confronto è ora Forza Italia, dopo che anche una trasmissione nazionale ha dedicato attenzione alla vicenda. Il coordinamento locale, assieme al consigliere provinciale Claudio Cia, propone anzitutto di valutare servizi di trasporto dedicati e gratuiti, eventualmente attraverso NCC, per accompagnare anziani e persone con difficoltà di mobilità verso il proprio medico.
L’altra ipotesi riguarda la farmacia di Pietramurata, che secondo FI potrebbe assumere un ruolo più ampio nella gestione dei pazienti cronici e in alcune prestazioni che non richiedono necessariamente l’intervento diretto del medico.
Per Forza Italia si tratterebbe quindi di costruire strumenti immediati per alleggerire il disagio dei cittadini mentre resta aperta la ricerca di una soluzione stabile.
L’ex vicesindaca di Dro riconosce che queste misure «possono ridurre qualche disagio», ma chiede di verificarne concretamente sostenibilità e organizzazione. «Accompagnare i cittadini verso servizi sempre più lontani significa gestire le conseguenze della carenza, non risolverla», osserva la consigliera PD.
Calzà sottolinea inoltre che Forza Italia sostiene la maggioranza provinciale e chiede quindi se le proposte siano già state valutate assieme ad ASUIT e all’assessorato alla sanità, con indicazioni precise su costi, risorse e tempi.
Sul ruolo della farmacia le due posizioni presentano comunque un punto di contatto. Anche Calzà ritiene che il presidio di Pietramurata possa essere valorizzato con ulteriori servizi sanitari e infermieristici, ma precisa che «non può diventare il sostituto improprio del medico».
La consigliera propone quindi di mettere in rete farmacia, APSP, RSA, servizi infermieristici e Casa della comunità, richiamando anche l’esperienza del nuovo punto prelievi attivato presso l’APSP Residenza Molino di Dro. Sul tema Pietramurata Calzà era già intervenuta ad agosto con una specifica interrogazione provinciale.
Ora ne presenta una nuova, chiedendo alla Giunta se le ipotesi di FI siano già state formalmente vagliate, se si intenda predisporre un progetto coordinato di assistenza di prossimità e quali iniziative siano previste per rendere nuovamente attrattiva la sede di Pietramurata.
Due strade, dunque: misure immediate per agevolare chi oggi deve raggiungere altri ambulatori e una riorganizzazione più strutturata dei servizi territoriali. Su un punto, però, il problema rimane lo stesso per tutti: Pietramurata continua ad aspettare un medico di famiglia stabile.
(n.f.)