
La moria di pesci segnalata in questi giorni lungo le rive del Lago di Garda, in particolare nella zona di Sirmione, continua a far discutere. Immagini e video condivisi sui social hanno alimentato preoccupazione tra cittadini e turisti, ma il WWF Bergamo Brescia invita a leggere il fenomeno con cautela e senza allarmismi.
Secondo l’associazione ambientalista, infatti, “non si tratta di un disastro improvviso o di un’emergenza sconosciuta”, ma di “un fenomeno in gran parte naturale” che “si verifica spesso in primavera e all’inizio dell’estate sul Lago di Garda”.
Il WWF spiega che gli episodi di moria interessano soprattutto le zone poco profonde e le foci dei canali, dove in questo periodo si concentrano diverse specie ittiche durante la fase della riproduzione. “Durante la frega molte specie, come le carpe, si avvicinano alle rive e ai fondali bassi sostenendo uno sforzo fisico intenso”, sottolinea l’associazione. Una condizione che, insieme agli sbalzi termici primaverili, “può indebolire soprattutto gli esemplari più vecchi, stressati o già malati”.
A pesare sarebbe anche la situazione delle acque superficiali del lago. “L’aumento delle temperature accelera l’attività batterica nei fondali e nei fossi, favorendo la decomposizione della materia organica e riducendo temporaneamente l’ossigeno disponibile”, evidenzia il WWF. Le prime verifiche effettuate dal Comune di Sirmione confermerebbero infatti “una ridotta ossigenazione come causa principale”.
L’associazione inserisce inoltre il fenomeno in un quadro ambientale più ampio. “Il progressivo surriscaldamento delle acque superficiali spinge i pesci a cercare zone più fresche e profonde”, spiega il WWF, aumentando però “la concentrazione e quindi il rischio di mortalità nelle aree costiere poco profonde”.
Per questo motivo gli ambientalisti invitano a mantenere un approccio razionale. “È importante non alimentare allarmismi ingiustificati che rischiano di danneggiare l’immagine del lago e del territorio senza un reale fondamento scientifico”, si legge nella nota diffusa sui social.
Il WWF sottolinea comunque la necessità di proseguire con “monitoraggio costante e interventi puntuali”, ricordando che le vere sfide ambientali per il Garda restano “la depurazione, la gestione dei nutrienti e la tutela dei canneti”, temi sui quali — conclude l’associazione — “è necessario intervenire con decisione nel lungo periodo”.
(n.f.)