
Non soltanto un parcheggio sopraelevato oppure interrato. Per il futuro di Caneve potrebbe esserci una terza strada, capace di aumentare i posti auto senza concentrare oltre sei milioni di euro in un’unica struttura. È la proposta che Voce Comune per Arco mette sul tavolo dell’amministrazione guidata dalla sindaca Arianna Fiorio, entrando nel dibattito che da settimane anima la politica cittadina. L’idea, illustrata da Elisabetta Aldrighetti e Gianluigi Maino, è quella di utilizzare aree già trasformate nelle immediate vicinanze, organizzando diversamente la sosta di automobili, camper e autobus.
Una proposta alternativa, ancora da verificare sul piano tecnico e urbanistico, che punta a spostare il confronto dalla scelta tra due tipologie di parcheggio a una riflessione più ampia sulla mobilità cittadina.
Una vicenda che divide Arco
Il futuro del parcheggio Alla Sarca di Caneve è tornato al centro dell’attenzione dopo che, lo scorso agosto, la giunta Fiorio ha approvato il documento di fattibilità delle alternative progettuali, individuando la soluzione da approfondire.
L’orientamento dell’amministrazione è quello di realizzare una struttura sopraelevata, con circa 245 posti auto, oltre a spazi destinati a pullman, camper e biciclette, per un investimento complessivo stimato attorno ai 6,6 milioni di euro.
Una scelta motivata dall’esigenza di aumentare la capacità di sosta in una delle principali porte d’accesso alla città. Il vicesindaco Marco Piantoni ha inoltre richiamato le difficoltà tecniche ed economiche della soluzione interrata, anche per la vicinanza del fiume Sarca.
Sul fronte opposto, cittadini e gruppi politici hanno espresso perplessità sull’impatto paesaggistico dell’opera, chiedendo di approfondire altre possibilità. Il confronto è destinato a proseguire in Consiglio comunale.
«Prima di spendere sei milioni, valutiamo altre possibilità»
È in questo scenario che interviene Voce Comune per Arco. «Noi siamo contrari alla realizzazione di un parcheggio sopraelevato, che avrebbe un impatto paesaggistico e ambientale estremamente pesante per un’area particolarmente vicina al centro cittadino», affermano Aldrighetti e Maino.
Ma il punto centrale della loro proposta è un altro: non concentrare necessariamente tutti i nuovi parcheggi a Caneve. «Nelle immediate vicinanze di Caneve esistono infatti aree già compromesse sotto il profilo dell’utilizzo del suolo, che potrebbero essere valutate per la realizzazione di parcheggi di attestamento, senza andare a consumare nuovo territorio».
Auto, camper e pullman: una diversa organizzazione
Secondo Voce Comune le nuove aree potrebbero accogliere ulteriori posti auto e spazi specifici per camper e pullman, mantenendo sostanzialmente intatto l’attuale parcheggio di Caneve, eventualmente riorganizzato negli stalli.
L’obiettivo dichiarato è aumentare complessivamente la disponibilità di sosta, distribuendo meglio i flussi di traffico.
La proposta non individua ancora i terreni utilizzabili, né presenta stime di costi e posti aggiuntivi: aspetti che richiederebbero verifiche tecniche prima di un confronto economico con il progetto comunale.
L’invito alla giunta Fiorio
«Prima di spendere oltre sei milioni di euro, riteniamo doveroso verificare soluzioni meno impattanti, più funzionali e soprattutto economicamente più sostenibili», sostengono i rappresentanti di Voce Comune. L’eventuale risparmio, nelle loro intenzioni, potrebbe essere destinato ad altre necessità cittadine.
La questione resta dunque aperta: da una parte il progetto individuato dall’amministrazione, dall’altra la richiesta di valutare un sistema di parcheggi distribuiti.
La domanda che Voce Comune consegna alla politica arcense è se, prima di costruire una nuova grande struttura, non sia possibile organizzare meglio gli spazi già esistenti.
(n.f.)