
“Ben venga un’associazione che faccia tremare Trento”. È la frase netta, senza mediazioni, con cui Mauro Ottobre, consigliere comunale ad Arco per Arco Dinamica ed ex deputato, interviene nella polemica provinciale scoppiata attorno alla nuova associazione culturale “Territorio, Casa, Identità”, nata a Riva del Garda e finita nel mirino di due assessori provinciali. Un appoggio pieno che si affianca alla linea difensiva tracciata da Elisabetta Aldrighetti e dal presidente Giovanni Santoni, decisi a non arretrare di un passo di fronte alle critiche.
Al centro della vicenda, gli affondi degli assessori provinciali Mattia Gottardi e Francesca Gerosa: il primo ha contestato simbologia e colori dell’associazione, mentre la seconda ha sollevato dubbi sulla presenza, all’interno di una realtà dichiarata apartitica, di esponenti politici già attivi in partiti strutturati, con riferimento diretto ad Aldrighetti, coordinatrice locale di Fratelli d’Italia.
Accuse che vengono respinte al mittente. In una nota, Elisabetta Aldrighetti chiarisce che «Fratelli d’Italia non ha alcuna relazione con l’associazione in oggetto», sottolineando come Territorio, Casa, Identità sia «dichiaratamente apartitica» e nata per «portare alla luce, analizzare e discutere le problematiche e le criticità del nostro territorio, ma anche valorizzarne le eccellenze». Un’attività, precisa, «che nulla ha a che vedere con l’attività politica di partito».
La consigliera comunale parla apertamente di sorpresa di fronte a chi attribuisce all’associazione «contenuti chiaramente politici», una lettura che «rispetto, ma che non rispecchia la realtà». Quanto al mancato coinvolgimento preventivo del partito, Aldrighetti ricorda che «non vi era alcun obbligo in tal senso», evidenziando come lo statuto di Fratelli d’Italia non vieti la partecipazione ad associazioni culturali o civiche, purché non si tratti di partiti o movimenti politici e non vi sia contrasto con i principi del Movimento. «In questo caso – ribadisce – tale contrasto non sussiste», richiamando anche precedenti esperienze analoghe, come l’associazione Crescere Trentino fondata nel 2021 dall’assessora Gerosa.
Sul fronte della simbologia interviene il presidente Giovanni Santoni, che respinge la diffida inviata dall’assessore Gottardi. «Il colore – spiega – è stato scelto in tipografia chiedendo espressamente i colori della bandiera del Trentino», negando qualsiasi riferimento ai simboli de La Civica. Quanto al logo, Santoni osserva che «una montagna stilizzata non può essere copyright di alcuna entità», ricordando che l’immagine è stata «generata attraverso l’intelligenza artificiale e in modo artigianale». Nessuna somiglianza nemmeno nel nome: «Sfido chiunque a guardare i due simboli e vederci delle similitudini».
Rivendicando il percorso intrapreso, Santoni sottolinea come l’associazione abbia già raggiunto «80 iscritti in pochi giorni» e ribadisce: «Non siamo una lista civica». Il clamore mediatico, aggiunge, «non può che farci piacere e farci sperare di poter raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi».
A rafforzare il fronte dei sostenitori arriva ora la presa di posizione di Mauro Ottobre, che legge le polemiche come il segnale di un nervo scoperto a livello provinciale. Secondo il consigliere arcense, «a Trento sembra che non si voglia che il nostro territorio si unisca, diventi forte e crei un’identità territoriale propria». Ottobre denuncia l’assenza, dal 2008, di un assessore provinciale di riferimento per l’Alto Garda e critica una distribuzione delle risorse che, a suo dire, penalizza il territorio nonostante il contributo fiscale superiore al miliardo di euro annuo.
(n.f.)

