Articolo pubblicato il: 21/01/2026 alle 17:45
La Busa - Ospedale sotto pressione e Casa della Comunità: Onda alza il tono dello scontro
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Notizie, Politica, Salute

 

L’Alto Garda e Ledro continua a pagare un prezzo alto sul fronte della sanità pubblica. È un atto d’accusa duro quello contenuto nel comunicato diffuso dal Gruppo Onda Alto Garda e Ledro, firmato da Giovanna Chiarani, Marco Paoli, Andrea Suman, Johnny Perugini, che torna a puntare i riflettori sulle criticità dell’ospedale di Arco e sull’assenza di una Casa della Comunità realmente funzionante, denunciando un territorio trattato come “cenerentola del Trentino”.
Il punto di partenza è un episodio recente: la minaccia di provvedimenti disciplinari nei confronti di una dottoressa del Pronto soccorso di Arco, colpevole – secondo Onda – di aver denunciato pubblicamente problemi organizzativi e gestionali in vista dell’avvicinarsi della stagione turistica. Una scelta definita «del tutto inaccettabile», perché, sottolinea il gruppo, «non si risolvono i problemi colpendo chi ogni giorno lavora in trincea». Al contrario, il ringraziamento va a chi segnala carenze «a vantaggio esclusivo dell’utenza».
Secondo Onda, le difficoltà del Pronto soccorso non sono una novità. Da anni il gruppo segnala criticità strutturali attraverso sit-in, interventi pubblici e prese di posizione in Consiglio provinciale. Le risposte dell’Azienda sanitaria, però, vengono definite misure tampone, incapaci di incidere sulle cause profonde di un sistema che fatica a reggere l’impatto di un bacino d’utenza in costante crescita.

 

 

Un bacino che non comprende solo i 50 mila residenti dell’Alto Garda e Ledro, ma anche l’Alto Lago e milioni di presenze turistiche concentrate in pochi mesi. È in questo contesto che Onda boccia senza appello la scelta della Provincia sulla Casa della Comunità di Riva del Garda, collocata presso l’Incompiuta e classificata come struttura di tipo Spoke.
Secondo il gruppo, si tratta di un errore sia logistico sia di dimensionamento. Il decreto ministeriale 77/2022 prevede che una Casa della Comunità Spoke garantisca servizi almeno 12 ore al giorno per 6 giorni alla settimana. Ma, elenca Onda, a Riva mancherebbero diversi elementi fondamentali: un servizio realmente continuativo, il Punto unico di accesso, medici di medicina generale e infermieri di famiglia strutturati, oltre alla diagnostica di base e alle tecnologie per la telemedicina.
La critica si allarga al confronto con altri territori trentini. Mentre ad Ala e Mezzolombardo si avviano Case della Comunità di tipo Hub, aperte 24 ore su 24, l’Alto Garda – denunciano i firmatari – subisce un declassamento difficile da giustificare alla luce dei numeri turistici e demografici. Da qui l’immagine di un territorio “gigante turistico, nano politico”, strategico quando si tratta di generare economia, ma debole sul piano della rappresentanza a Trento.
Il comunicato arriva mentre la Provincia, attraverso l’Azienda sanitaria, rivendica investimenti significativi sulla sanità territoriale e sull’ospedale di Arco. Sono in corso, infatti, lavori di riqualificazione sul vecchio padiglione del nosocomio, destinato a nuove funzioni sanitarie, e interventi anche sull’edificio principale, con l’obiettivo dichiarato di modernizzare strutture e servizi. Un impegno economico importante, inserito nei documenti di bilancio provinciali, che però – secondo Onda – rischia di non tradursi in un reale rafforzamento dell’assistenza territoriale se non accompagnato da scelte organizzative adeguate.
Per questo il gruppo rilancia una proposta già avanzata in passato: la creazione di una Cittadella della Salute ad Arco, in via Capitelli, accanto all’ospedale. La ristrutturazione del vecchio nosocomio permetterebbe, secondo Onda, di ospitare una Casa della Comunità Hub, pienamente operativa, dotata di personale e tecnologie adeguate e funzionalmente integrata con l’ospedale, anche in termini di accessibilità e parcheggi.
L’appello finale è rivolto a sindaci e cittadini dell’Alto Garda, chiamati a far sentire la propria voce per reclamare pari dignità rispetto ad altre Comunità di valle. Il messaggio è netto: basta intimidazioni verso chi segnala i problemi e basta scelte di serie B sulla pelle di un territorio che, per peso economico e sociale, chiede servizi sanitari all’altezza delle proprie esigenze. (n.f.)

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Data e ora di stampa: 21/01/2026 20:23
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