Articolo pubblicato il: 04/09/2026 alle 17:30
La Busa - Ospedale, Marocchi guarda al futuro: «Partita da 25 milioni». E a novembre arriva Fontana
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Economia, Notizie, Salute

 

Venticinque milioni come orizzonte per completare finalmente l’ospedale di Arco. Ma anche una seconda partita, forse ancora più ambiziosa: portare in Trentino Luigi Fontana e trasformare in un progetto concreto quella medicina della prevenzione e della longevità che lo scienziato di origini rivane aveva raccontato appena due mesi fa a Rovereto. A ventiquattr’ore dall’incontro con l’assessore provinciale Mario Tonina, il presidente della Comunità Alto Garda e Ledro Giuliano Marocchi, interpellato dalla Busa online, guarda oltre i cantieri. E chiama direttamente in causa il territorio. «È stata una riunione importante, di grande prospettiva – spiega Marocchi – che ha visto più temi toccati, in primis l’ospedale di Arco, ma anche alcuni ragionamenti sul Casa Mia e su possibili posti hospice, come richiesto con delle mozioni dai Comuni di Arco e Riva».

 

 

Arco, l’ospedale guarda al 2035
Ai 9,8 milioni già destinati agli interventi sui padiglioni A e B si aggiungono infatti 5,4 milioni per nuovi spazi destinati a Pronto Soccorso, Dialisi e altre esigenze del polo, compreso il 118. Il programma provinciale prevede inoltre spazi per la salute della donna e della coppia e il completamento delle prossime fasi entro la primavera 2028.
Ma Marocchi pone l’accento soprattutto sul milione di euro destinato alla progettazione della “fase 3”. «Personalmente ritengo ancora più importante il fatto che l’assessore abbia già stanziato un milione per progettare ulteriori ampliamenti e nuovi spazi. Questo permetterà di disegnare l’ospedale del futuro, del 2030-2035».
Una prospettiva che, secondo il presidente, porta la partita complessiva attorno ai 25 milioni di euro.

Fontana: da Rovereto al progetto concreto
Poi c’è Luigi Fontana. E qui il cerchio iniziato nei mesi scorsi comincia davvero a chiudersi.
L’8 luglio la Busa online aveva raccontato la visione dello scienziato cresciuto a Riva del Garda, oggi tra i massimi esperti internazionali di nutrizione, metabolismo e biologia dell’invecchiamento: fare del Trentino una “Blue Healthspan Zone”, un territorio nel quale non soltanto vivere più a lungo, ma vivere più anni in buona salute. Il 15 luglio, a Rovereto, Fontana aveva poi discusso proprio con Tonina il passaggio «dalla medicina della malattia alla medicina della prevenzione». Ora arriva il salto dalla teoria alla pratica: a fine novembre Fontana inizierà a lavorare in Trentino con Asuit, all’interno di un progetto dedicato a prevenzione, longevità e corretti stili di vita.
L’obiettivo è intervenire prima che le patologie croniche diventino malattia, migliorando la qualità dell’invecchiamento e, parallelamente, contribuendo alla sostenibilità di un sistema sanitario provinciale che oggi vale circa 1,6 miliardi di euro all’anno.

«Adesso tocca a noi»
Per Marocchi, però, gli annunci rappresentano l’inizio e non il traguardo. «Abbiamo davvero creato le basi per lo sviluppo e il potenziamento del polo ospedaliero arcense. Adesso tocca a noi, al territorio e alla politica locale, fare sintesi e trasformare queste premesse in azioni concrete». L’obiettivo è completare un ospedale «iniziato vent’anni fa e che adesso merita di essere concluso, come lo merita l’Alto Garda». E il presidente indica già la rotta: «Questa dovrà essere una priorità della politica locale dei prossimi anni».
Nicola Filippi

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