Articolo pubblicato il: 30/07/2026 alle 18:30
La Busa - “Onda” e la Casa della Trota per la ciclovia: “Perché la Provincia ha pagato 2,35 milioni?”
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Amministrativa, Economia, Notizie

 

Il caso della Casa della Trota arriva ufficialmente sui banchi del Consiglio provinciale. Il consigliere Filippo Degasperi (Onda) ha depositato un‘interrogazione a risposta scritta con cui chiede alla Giunta provinciale di chiarire l’iter che ha portato all’acquisizione del compendio immobiliare destinato al passaggio della Ciclovia del Garda.
L’atto ispettivo prende in esame l’intera evoluzione della vicenda: dall’inserimento dell’ex Albergo Ponale, nel 2017, tra gli edifici ritenuti meritevoli di demolizione perché considerati un forte impatto paesaggistico, fino alla successiva cancellazione dall’elenco, al rilascio nel 2023 del via libera al progetto di recupero e, infine, alla decisione della Provincia di acquistare l’immobile con la delibera del 10 luglio scorso per 2 milioni e 350 mila euro.

 

 

Attraverso nove quesiti, Degasperi chiede di conoscere le motivazioni che hanno portato al cambio di indirizzo della Provincia, se la cancellazione dall’elenco delle demolizioni sia avvenuta d’ufficio o su richiesta di soggetti privati, per quali ragioni nel 2023 sia stato espresso parere favorevole al progetto di recupero e se tali decisioni abbiano inciso sul valore finale dell’immobile.
L’interrogazione punta inoltre l’attenzione sul prezzo riconosciuto alla proprietà, superiore di oltre il 20% rispetto alla stima del Comitato tecnico-amministrativo, e sulla scelta di non acquisire contestualmente altri beni di rilevante interesse storico e ambientale, tra cui l’antico porticciolo medievale, il percorso storico verso Biacesa e la forra della cascata del Ponale. Tra le richieste rivolte alla Giunta figurano anche eventuali valutazioni su un possibile esproprio delle aree rimaste ai privati, i futuri costi di recupero dell’edificio e le soluzioni previste per un’altra criticità della Ciclovia, quella dell’Hotel Pier.
Accanto all’iniziativa istituzionale, arriva anche la presa di posizione politica di Johnny Perugini, coordinatore di Onda Alto Garda e Ledro, che accompagna l’interrogazione con un comunicato dal titolo eloquente: «Il gioco delle tre carte sulla pelle del territorio».
Secondo Perugini, l’intera operazione presenta elementi che meritano un approfondimento pubblico. Nel mirino finiscono il sovrapprezzo riconosciuto rispetto alla stima tecnica, il cambio di destinazione dell’immobile nel corso degli anni e la mancata acquisizione delle aree considerate di maggior pregio storico e paesaggistico. Onda evidenzia inoltre come la Casa della Trota sorga in un’area classificata a elevata pericolosità geologica, sostenendo che gli elevati costi necessari per la messa in sicurezza e per gli accessi avrebbero reso difficilmente sostenibile un recupero da parte del privato.
Per questo motivo il movimento chiede alla Provincia di chiarire se vi sia stato un adeguato coordinamento tra i diversi servizi coinvolti e di spiegare le valutazioni tecniche ed economiche che hanno portato all’acquisto dell’immobile. «È necessario fare piena luce su una vicenda che riguarda risorse pubbliche e un’infrastruttura strategica come la Ciclovia del Garda», sostiene Perugini, auspicando risposte puntuali da parte della Giunta provinciale.
L’ultima parola, ora, spetterà all’esecutivo provinciale, chiamato a rispondere ai nove quesiti depositati da Degasperi e a chiarire una vicenda destinata ad alimentare il dibattito politico sul futuro della Ciclovia del Garda.
(n.f.)

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