
Dal 6 febbraio al 15 marzo le valli di Fiemme e Fassa saranno al centro della scena internazionale ospitando le gare dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali Milano–Cortina 2026. Un appuntamento di grande rilievo sportivo e mediatico che coinvolgerà in particolare i comuni di Cavalese, Predazzo, Tesero e Moena, ma che pone già oggi interrogativi concreti sulla gestione della sicurezza, della viabilità e sull’impatto organizzativo per i territori.
A sollevare il tema è Michela Calzà, consigliera provinciale del Partito Democratico, già vicesindaco di Dro, che ha depositato un’interrogazione a risposta scritta rivolta alla Giunta provinciale. L’obiettivo è fare chiarezza sul piano operativo previsto per il presidio di sicurezza e mobilità durante il periodo olimpico, senza scaricare i costi organizzativi e umani sui Comuni e sui Corpi di polizia locale.
Un evento straordinario, carichi ordinari già elevati
L’organizzazione dei Giochi comporterà un forte incremento dei flussi turistici, una pressione significativa sulla rete viaria e un’intensificazione dei servizi di sicurezza urbana e stradale. La Questura di Trento ha predisposto un Piano viabilità, supportato dai Corpi di polizia locale delle Valli, mentre la Giunta provinciale ha approvato un’intesa per l’impiego temporaneo e volontario di personale proveniente da altri Comuni, con una specifica indennità legata ai servizi olimpici.
Tuttavia, come evidenziato anche da comunicati sindacali e prese di posizione dei territori, permangono criticità operative: i Corpi locali sono numericamente contenuti e già oggi affrontano i picchi stagionali con recuperi nei periodi di minore intensità. Durante le Olimpiadi, il carico di lavoro aumenterà ulteriormente, anche per l’affiancamento e il tutoraggio del personale in supporto, con il rischio di straordinari difficilmente compensabili.
La richiesta dei sindaci e il nodo delle tutele
I sindaci delle Valli di Fiemme e di Fassa hanno formalmente chiesto alla Provincia maggiori tutele e un riconoscimento economico equo per il personale impegnato nei servizi olimpici, sollecitando un allineamento tra indennità, straordinari e condizioni operative. Un tema che Calzà riprende nell’interrogazione, chiedendo se e come la Giunta intenda recepire queste richieste, evitando disparità tra chi opera in supporto e chi garantisce il presidio territoriale quotidiano.
Chiarezza su risorse e pianificazione
Nel dettaglio, l’interrogazione chiede di conoscere lo stato attuale del piano operativo per il periodo gennaio–marzo 2026: fabbisogni di personale, turnazioni, provenienza degli agenti aggiuntivi, modalità di coordinamento con la centrale operativa interforze di Cavalese, le forze dell’ordine e il sistema di Protezione civile. Viene inoltre domandato quali risorse finanziarie, criteri e strumenti la Provincia intenda mettere a disposizione dei Comuni per coprire i costi straordinari e garantire la sostenibilità organizzativa dei Comandi locali.
«L’obiettivo – sottolinea Calzà – è assicurare una pianificazione chiara, equa e condivisa, che consenta di affrontare l’impegno olimpico garantendo elevati standard di sicurezza senza penalizzare i territori e il personale che quotidianamente presidia le comunità locali». Un messaggio che richiama l’esigenza di trasformare un grande evento in un’opportunità, senza lasciare indietro chi ne sostiene, giorno dopo giorno, il peso operativo. (n.f.)