
Il futuro del commercio di prossimità torna al centro del dibattito politico di Nago-Torbole. I consiglieri di minoranza di Rinascita e Sviluppo per Nago-Torbole – Giovanni (Johnny) Perugini, Adriano Vivaldi, Giovanni (Beppe) Di Lucia e Donatella Mazzoldi – hanno depositato una mozione urgente che punta i riflettori sulla progressiva contrazione dei servizi essenziali nella frazione di Nago, con particolare attenzione all’ultimo presidio alimentare rimasto.
Il tono del documento e del comunicato stampa che lo accompagna è netto e fortemente evocativo. “Nago torni a essere una comunità viva: proteggiamo i servizi di vicinato per i nostri anziani e le famiglie”, scrivono i firmatari, legando la questione commerciale non solo all’economia locale, ma alla qualità della vita e alla coesione sociale.
“Un dramma sociale, non un semplice rischio d’impresa”
Nel comunicato diffuso alla stampa, i consiglieri descrivono la chiusura delle attività di vicinato come un processo che incide direttamente sulla struttura della comunità: “La vitalità di una comunità non si misura solo con i flussi turistici o le grandi opere, ma con la capacità di offrire servizi che garantiscano l’autosufficienza quotidiana dei residenti”.
Dopo la perdita dello storico negozio di ortofrutta a fine 2025, secondo la minoranza Nago starebbe vivendo una “progressiva desertificazione commerciale che rischia di trasformare il borgo in un luogo privo di anima”.
Particolarmente incisivo il passaggio dedicato al possibile stop dell’unico supermercato rimasto: “Non è un semplice rischio d’impresa, ma un dramma sociale che colpisce le fasce più deboli e isola il paese”. Un riferimento diretto agli anziani e alle famiglie che, per motivi logistici o economici, dipendono dai servizi di prossimità.
La richiesta di convocazione del Consiglio
La mozione, formalmente presentata ai sensi del regolamento consiliare, chiede la convocazione del Consiglio comunale per discutere un tema che viene definito prioritario per il futuro della frazione. Nel testo si legge: “La frazione di Nago è vittima da tempo di una progressiva e inesorabile desertificazione commerciale che sta trasformando il paese in un ‘dormitorio’”.
Elemento centrale del documento è la comunicazione – definita “accorata” – inviata dalla titolare dell’ultimo supermercato, nella quale sarebbero state evidenziate “l’insostenibilità dei costi di gestione (in primis l’affitto) e l’imminente rischio di chiusura definitiva in assenza di un supporto istituzionale concreto”.
Per i consiglieri, la frequenza dei cambi di gestione negli stessi locali rappresenterebbe “la prova inconfutabile di un problema strutturale”, che andrebbe oltre le dinamiche del mercato.
“Politicamente inaccettabile per un Comune ricco”
Uno dei passaggi più politici della mozione riguarda la situazione finanziaria dell’ente. La minoranza parla di una contraddizione tra solidità di bilancio e rarefazione dei servizi: “È politicamente inaccettabile e paradossale che un Comune come Nago-Torbole, caratterizzato da bilanci floridi ed entrate turistiche imponenti, non riesca a mettere in campo le risorse minime necessarie per mantenere aperto un singolo negozio di alimentari”.
Un rilievo che chiama in causa direttamente le priorità amministrative e la strategia di sviluppo del territorio.
I modelli proposti: affitti calmierati e servizi essenziali
Il documento non si limita alla denuncia, ma richiama esempi concreti adottati in altri territori italiani. Tra i modelli citati: “Modello ‘Affitto calmierato’ (Ferrara/Genova): il Comune paga parte dell’affitto direttamente” “Modello ‘Servizio Essenziale’ (Lombardia): si finanziano pesantemente solo le attività che garantiscono servizi vitali” “Modello ‘Emporio Polifunzionale’ (Toscana)” Viene inoltre richiamato il caso della frazione di Ceniga, nel Comune di Dro, indicato come esempio di intervento pubblico a sostegno dei minimarket di paese.
Le richieste alla Giunta
Nel dispositivo finale, i consiglieri impegnano sindaco e Giunta su quattro punti operativi, tra cui: “Attivare immediatamente un tavolo di confronto urgente con la proprietà e la gestione dell’attuale supermercato di Nago” e “verificare l’applicabilità della qualifica di ‘Servizio di Interesse Economico Generale’ (SIEG)”, ipotesi che consentirebbe contributi pubblici a fronte di obblighi di servizio.
La richiesta più simbolica è racchiusa nell’ultima frase, destinata a colpire l’immaginario dei lettori: “In un comune ricco come il nostro non è tollerabile che i cittadini siano costretti a spostarsi altrove per acquistare un litro di latte”.
Un tema che tocca identità e quotidianità
Al di là dello scontro politico, la questione sollevata dalla mozione intercetta un tema sempre più diffuso nei piccoli centri: la sopravvivenza del commercio di prossimità e il ruolo dell’ente pubblico nel preservare servizi ritenuti essenziali.
Il passaggio in Consiglio comunale rappresenterà il prossimo momento chiave, chiamando maggioranza e opposizione a confrontarsi su una domanda di fondo che riguarda non solo Nago, ma molti borghi del territorio: quale equilibrio tra logiche di mercato, sostenibilità economica e diritto ai servizi di base per i residenti. (n.f.)