
«Lo sport è da sempre motivo di inclusione e non di esclusione». È da questa convinzione che prende le mosse la riflessione del capogruppo consigliare del Patt, Carlo Pedergnana, che ha scelto di attendere la conclusione dei Campionati del mondo giovanili di arrampicata prima di intervenire nel dibattito cittadino. Prima i fatti, poi le parole: il consigliere comunale racconta di aver volutamente evitato ogni dichiarazione durante i giorni della manifestazione, preferendo essere presente alla finale Under 19 Boulder e alla cerimonia di premiazione insieme alla collega Paola Arcese (SiAmo Arco) e all’assessora provinciale Giulia Zanotelli. Solo a evento concluso affida ai social le sue considerazioni, partendo dal valore dello sport come strumento di inclusione per arrivare al ruolo che, a suo giudizio, le istituzioni sono chiamate a svolgere in un appuntamento che ha portato Arco al centro della scena internazionale.
Pedergnana spiega di aver preferito osservare da vicino il clima che ha accompagnato l’ultima giornata della rassegna iridata, prima di esprimere una valutazione sulla scelta della giunta Fiorio di non partecipare alle premiazioni. «Non avevo dubbi – scrive – ma la presenza degli amministratori ha riscosso la soddisfazione di chi, soprattutto tra i volontari, si spende ogni anno per rendere possibile un evento così importante, ancora più bello perché animato da giovani provenienti da tutto il mondo».
Il capogruppo del Patt descrive un’atmosfera capace di andare oltre ogni contrapposizione. «Tra i ragazzi – osserva – non si percepivano quelle divisioni che spesso vengono create da scelte politiche poco intelligenti e lungimiranti». Un’immagine che, secondo il consigliere, rappresenta il significato più autentico dello sport internazionale: un luogo d’incontro, confronto e inclusione.
Da qui nasce anche la critica all’amministrazione comunale. Pedergnana ritiene che la decisione di non prendere parte alla cerimonia conclusiva sia stata un errore, perché «oltre che sbagliata, va a dividere la comunità invece di unirla nell’interesse di tutti».
Secondo il consigliere autonomista, chi assume responsabilità amministrative dovrebbe saper distinguere il ruolo istituzionale dalle convinzioni personali. «Quando si diventa amministratori locali bisogna mettere da parte le ideologie e pensare al bene della comunità che si ha l’onore di rappresentare», afferma.
Il riferimento è alla decisione della giunta guidata dalla sindaca Arianna Fiorio di non partecipare alle premiazioni dei Mondiali giovanili di arrampicata, una scelta motivata nei giorni scorsi come gesto di solidarietà nei confronti del popolo palestinese e che ha acceso un vivace confronto politico sia dentro che fuori il Consiglio comunale.
Pedergnana conclude richiamando il valore che l’arrampicata rappresenta per Arco, riconosciuta a livello internazionale come una delle capitali di questa disciplina.
«La nostra Arco è al centro del mondo per uno sport che proprio qui ha le sue origini e la giunta non ne capisce l’importanza», scrive, ribadendo l’orgoglio di aver preso parte alla giornata conclusiva del mondiale. «Nel mio ruolo di consigliere comunale sono orgoglioso di aver partecipato a questa splendida manifestazione che dà lustro alla nostra città in tutto il mondo».
(n.f.)