
Il traffico non finisce con l’estate e, secondo Onda Alto Garda e Ledro, questo dimostra che il problema non è soltanto stagionale, ma strutturale. Da qui la proposta: smettere di affrontare la mobilità Comune per Comune e costruire un sistema unico per tutta la Busa e i territori collegati, con parcheggi di attestamento, trasporto pubblico coordinato, Ztl sovracomunali e una regia comune.
Il ragionamento parte dalle iniziative già attivate negli ultimi anni, da Bus&Go a Rivetta fino ai potenziamenti del trasporto pubblico locale. Progetti che Onda giudica positivamente nelle intenzioni, ma ancora troppo slegati tra loro e, secondo il movimento, con un’incidenza limitata sul decongestionamento del traffico interno.
«La mobilità non conosce confini amministrativi», scrivono Giovanni Johnny Perugini e Andrea Suman. Per questo Arco, Riva, Nago-Torbole e gli altri Comuni non possono continuare, nella loro lettura, a muoversi in ordine sparso. Nel ragionamento vengono coinvolti anche Ledro, Dro, Drena e Tenno, considerati parte dello stesso sistema territoriale.
Il secondo passaggio riguarda la grande viabilità. Per Onda non basta costruire nuove strade: serve cambiare il modello di accesso alla Busa.
La proposta è quella dei parcheggi di attestamento sulle principali direttrici di ingresso, grandi aree dove lasciare l’auto privata per poi proseguire con navette e mezzi pubblici frequenti e semplici da utilizzare. L’obiettivo dichiarato è «fermare il traffico prima che entri nei nostri centri urbani».
Onda individua nella Comunità di Valle la regia naturale del progetto, attraverso l’aggiornamento del Piano Stralcio della Mobilità e il completamento del Piano Territoriale di Comunità.
La piattaforma proposta comprende diversi interventi: progettazione dei parcheggi di attestamento, collegamenti con il trasporto pubblico, ampliamento delle Ztl e delle Zone di Rilevanza Urbanistica in chiave sovracomunale, tariffe di sosta comuni e agevolate per i residenti dell’Alto Garda, gestione coordinata dei taxi e istituzione di un Mobility Manager di Area.
Particolare attenzione viene riservata proprio a chi vive stabilmente sul territorio. L’idea è garantire maggiore libertà di movimento ai residenti dell’intero Alto Garda, limitando invece l’accesso dall’esterno nelle aree più congestionate.
Il messaggio finale è soprattutto politico. Onda chiede di superare «interessi di bottega», divisioni di partito e campanilismi. La mobilità, nella loro visione, deve diventare una questione di area vasta e non una somma di interventi comunali. «Solo lavorando uniti – concludono Perugini e Suman – potremo garantire all’Alto Garda un futuro sostenibile, accogliente per chi lo visita, ma che torni finalmente a essere a misura di chi lo abita». (n.f.)