
La valorizzazione degli alpeggi e delle malghe è fondamentale per la tutela dell’ambiente, della biodiversità e delle tradizioni montane. Per questo motivo già da diversi anni il Comune di Ledro si adopera per garantire l’utilizzo delle strutture di proprietà pubblica agli allevatori interessati, locali ma non solo.
Grazie alle opere di recupero e manutenzione degli stabili in quota, nei mesi scorsi l’Amministrazione comunale ha potuto procedere con gli affidamenti per il triennio 2026-2028 e, tramite la stipula di contratti mirati, pianificare la conduzione di ben 14 malghe di proprietà comunale sulle 16 complessive anche per le prossime stagioni di monticazione di capi bovini, ovicaprini ed equini. Sono state così accolte le richieste di una decina di allevatori e allevatrici, quasi tutti ledrensi.
«Le superfici nette concesse ricoprono circa 812 ettari – spiega con soddisfazione il sindaco Claudio Oliari – ma potrebbero aumentare con la locazione delle malghe rimaste disponibili, prima fra tutte Malga Stigol, riguardo alla quale stiamo considerando l’apertura anche verso altre forme di valorizzazione. Queste concessioni rappresentano da un lato un’occasione di utilizzo virtuoso dei beni soggetti a uso civico, oltre che di promozione del patrimonio agrosilvopastorale della tradizione e della storia ledrense, dall’altro una garanzia positiva per il bilancio comunale».
Il sindaco sottolinea inoltre come tutte le malghe vengano affidate in gestione previa sottoscrizione di un disciplinare tecnico-economico, redatto nel rispetto delle migliori tecniche di alpeggio e conduzione degli animali in alta quota.
«Lo scopo – aggiunge Oliari – è regolamentare l’uso del bene e delle superfici interessate, definire le modalità del pascolo e i compiti e doveri degli attori coinvolti, per una conduzione equilibrata delle strutture associata a un’appropriata gestione dei vari aspetti inerenti all’alpeggio».
Le attività legate alla monticazione consentono di mantenere i pascoli puliti, prevenire i dissesti idrogeologici e offrire agli animali un’alimentazione naturale a base di erbe sane, migliorando così la qualità di carne, latte, burro e formaggi.
Le malghe, tuttavia, non sono soltanto luoghi di produzione, ma anche spazi di accoglienza e conoscenza del territorio. «In alcune strutture, grazie alla presenza di laboratori per la caseificazione e di locali adibiti alla vendita diretta, si sostiene l’economia di valle e, nel contempo, si favoriscono la conoscenza e l’avvicinamento da parte di visitatori italiani e stranieri a queste nostre realtà», conclude il sindaco.
«Il sistema delle malghe e degli alpeggi costituisce un patrimonio economico, sociale, ambientale e storico-culturale dell’intera comunità ledrense, da salvaguardare e sviluppare: la piena valorizzazione delle risorse della montagna passa dunque necessariamente attraverso politiche e azioni costantemente ispirate a questi obiettivi».