
Alcuni giorni fa si sono conclusi i lavori di scavo sulla strada provinciale della Valle di Cavedine, nel territorio del Comune di Madruzzo, eseguiti dall’Associazione Temporanea di Imprese (ditta Tasin e ditta Pilati) per la sostituzione della tubazione dell’acquedotto comunale di Cavedine.
L’infrastruttura, che parte dalla stazione di sollevamento della Fontana dei Menetoi di Calavino, alimenta le stazioni di distribuzione dislocate sul territorio comunale dell’alta valle.
Si è trattato di un’importante iniziativa della Giunta guidata dal sindaco Angeli che, approfittando dei fondi del PNRR per un importo di 5 milioni di euro, ha avviato un’opera necessaria. La vecchia tubazione, infatti, ormai vetusta e risalente a oltre 50 anni fa, comportava ingenti costi nei bilanci annuali a causa dei continui interventi di riparazione delle perdite.
Diversa, invece, la situazione del Comune di Madruzzo: la giunta Bortoli, a fine mandato nel maggio scorso, non solo non avrebbe colto l’opportunità di una sistemazione complessiva degli acquedotti, ma – come sostiene l’attuale minoranza comunale “Borghi di Madruzzo” – si sarebbe disinteressata anche della posa di una nuova tubazione di adduzione da Calavino a Lasino, necessaria per alimentare la sorgente “Fontana Gualiva”, nei pressi di quest’ultimo paese, sfruttando lo scavo già in corso lungo la provinciale.
Fortunatamente – prosegue il gruppo consiliare di opposizione – nel maggio 2025, a seguito della mancata presentazione di liste per il rinnovo del consiglio comunale, è iniziato il periodo di commissariamento. Il commissario nominato dalla Provincia autonoma di Trento non ha perso l’occasione di intervenire su questo annoso problema, trovando la collaborazione sia dell’amministrazione di Cavedine sia dei tecnici e delle imprese impegnate nei lavori. È stato così possibile posare, nello stesso scavo (opportunamente ampliato), anche la tubazione destinata a Lasino.
La mancata attenzione al tema da parte della precedente giunta non ha consentito nemmeno di accedere ai contributi del PNRR. Il commissario straordinario ha quindi dovuto ricorrere a risorse comunali, per un importo di circa 270 mila euro, al fine di non perdere questa significativa opportunità di investimento.