
Il futuro del collegamento Loppio-Busa torna al centro del confronto politico nell’Alto Garda. A preoccupare è il rischio che l’apertura della sola Unità Funzionale 2, la galleria tra Passo San Giovanni e Maza ormai prossima al completamento, possa riversare gran parte dei flussi di traffico sull’Oltresarca prima che venga realizzata l’Unità Funzionale 3, destinata a collegare il tunnel con la zona industriale di Arco. Su questo tema interviene Campobase Trentino – Alto Garda (rappresentata in consiglio dall’ex assessore Nicola Cattoi), che ha depositato una mozione con la quale chiede all’amministrazione comunale di farsi portavoce nei confronti della Provincia affinché il collegamento Loppio-Busa venga completato secondo una visione unitaria, evitando una realizzazione per stralci che rischierebbe di creare nuove criticità viabilistiche. «Il collegamento Loppio-Busa deve essere un’opera organica, non un progetto a stralci che si limita a spostare il traffico da un abitato all’altro». Il movimento ricorda come il progetto originario, condiviso ormai quindici anni fa, fosse stato concepito con un obiettivo preciso: ridurre il traffico nei centri abitati e limitare il consumo di suolo agricolo. Oggi, però, mentre la seconda unità funzionale è in fase avanzata di realizzazione, restano ancora molte incertezze sul futuro della terza, sia sotto il profilo progettuale sia sotto quello dei tempi.
Secondo Campobase, l’apertura anticipata della sola UF2 comporterebbe conseguenze rilevanti per il territorio dell’Oltresarca.
«Aprire la sola UF2 significherebbe scaricare la quasi totalità dei flussi veicolari provenienti da Nago direttamente sull’Oltresarca, compromettendo irrimediabilmente la sicurezza stradale, l’ambiente e la vivibilità di frazioni come Vignole e Bolognano».
Per questo motivo la mozione chiede innanzitutto che l’apertura della galleria venga rinviata fino al completamento dell’Unità Funzionale 3, così da garantire una distribuzione equilibrata dei flussi di traffico sull’intero territorio.
Tra le richieste rivolte alla Provincia figura anche la trasmissione dello studio di traffico aggiornato relativo allo scenario di esercizio transitorio, ritenuto fondamentale per valutare l’impatto della nuova viabilità.
Campobase sollecita inoltre la realizzazione preventiva delle opere di mitigazione, a partire dalla rotatoria prevista a Bolognano, e, qualora l’apertura della UF2 dovesse comunque essere anticipata, propone l’introduzione di misure temporanee di regolazione del traffico, come semafori a dosaggio al Passo San Giovanni e il divieto di transito ai mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate attraverso Vignole e Bolognano.
Completa la mozione la richiesta di attivare un sistema pubblico e trasparente di monitoraggio dei flussi veicolari, della qualità dell’aria e dell’inquinamento acustico, così da verificare in modo costante gli effetti della nuova infrastruttura.
Per Campobase la programmazione delle grandi opere deve seguire una logica di equilibrio territoriale.
«Governare l’Autonomia significa assumersi la responsabilità di programmare e completare le opere pubbliche secondo logica e serietà, mettendo sempre al centro l’equilibrio del territorio e il rispetto per i cittadini che lo abitano».
La mozione riporta così al centro dell’attenzione uno dei temi più delicati per il futuro della mobilità dell’Alto Garda: il coordinamento tra le diverse unità funzionali della Loppio-Busa e la necessità che il completamento dell’opera non produca nuovi squilibri viabilistici, ma contribuisca realmente a migliorare la qualità della vita dei residenti dell’intera Busa.
(n.f.)