Articolo pubblicato il: 24/01/2026 alle 19:30
La Busa - Linfano, il consigliere Cattoi: “Una visione unitaria per riportare Arco verso il lago”
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Economia, Notizie, Politica

 

«Un ricordo del 19 gennaio 2023, quando in Consiglio comunale abbiamo presentato la visione per la fascia lago di Arco». Parte da qui la riflessione affidata ai social da Nicola Cattoi, assessore nella precedente giunta Betta e oggi consigliere comunale di minoranza per Campobase, a distanza di tre anni dalla presentazione dello Studio di fattibilità – Masterplan per la fascia lago di Linfano, elaborato con il supporto dello studio PROAP Italia guidato dall’architetto di fama internazionale João Ferreira Nunes.
Un lavoro che Cattoi definisce «ambizioso», pensato «per offrire alla città una prospettiva di lungo periodo», capace di superare la frammentazione che oggi caratterizza l’unico e limitato affaccio di Arco sul lago. Il masterplan propone infatti una lettura unitaria della fascia lago, trasformando un insieme disomogeneo di funzioni, infrastrutture e vincoli in un sistema coerente di parco urbano, dove paesaggio, mobilità e spazi pubblici concorrono a migliorare il rapporto tra la città e il Garda.
Intervistato dalla redazione de La Busa online, Cattoi chiarisce il senso politico e amministrativo di quel percorso: «È un ricordo di una parte importante del percorso amministrativo che ho fatto. È nato tutto da un’occasione e abbiamo provato a coglierla. Non è nulla di scritto sulla pietra, ma una proposta per riqualificare la lingua di territorio che arriva alla fascia lago che sta sul comune di Arco».
Lo studio, va ricordato, non ha valore urbanistico né normativo, ma rappresenta una cornice strategica fondamentale.

 

 

Come sottolinea Cattoi, «si è trattato di una proposta paesaggistica che in primis ha permesso agli ambiti di circolo vela, campeggio Amsa e parcheggio Amsa di superare la norma urbanistica che richiede, prima di qualsiasi intervento, una visione unitaria per la viabilità ciclopedonale di quelle aree». In assenza di questa visione complessiva, «non è possibile fare nessun intervento se non manutenzione di poco conto».
Il cuore del masterplan è la costruzione di un sistema dei parchi, concepito come una sequenza continua di spazi pubblici lungo il Linfano. Un parco spiaggia affacciato sul lago, pensato per la fruizione collettiva; un parco attrezzato nelle aree oggi occupate da funzioni commerciali; e un parco agricolo ai piedi del Brione, dedicato alla valorizzazione delle eccellenze orticole locali e alla promozione del territorio attraverso l’esperienza. Una visione che punta a restituire qualità paesaggistica e identità a un ambito oggi segnato da barriere fisiche e funzionali.
Accanto ai parchi, il masterplan affronta anche il tema della mobilità dolce, distinguendo tra la Ciclovia del Garda – infrastruttura di rango sovracomunale – e una rete ciclo-pedonale locale, pensata per una fruizione più lenta e compatibile con il paesaggio e con le attività sportive.
Centrale resta il nodo dell’attraversamento della Gardesana, da risolvere con soluzioni dedicate (sottopasso o sovrappasso) per garantire sicurezza, continuità e accessibilità al lago.
Un altro elemento qualificante riguarda il Circolo Vela Arco, per il quale il masterplan propone una riorganizzazione logistica capace di ridurre le interferenze tra pedoni e sportivi, migliorando la movimentazione delle imbarcazioni e restituendo alla penisola una funzione più chiaramente dedicata allo sport e alla ristorazione.
«Altro aspetto è stato provare a dare una lettura più ambiziosa per quelle aree e provare a guardare lontano», aggiunge Cattoi, rivendicando il valore culturale del percorso: «Il mio è un ragionamento personale e rivolto a tutta Arco e al sistema Garda trentino, perché comunque ci troviamo a coinvolgere un ambito molto importante».
Un progetto che, per sua natura, supera i confini comunali. Alcuni degli interventi ipotizzati, infatti, dovranno necessariamente essere condivisi con le amministrazioni limitrofe, in particolare con Nago-Torbole, proprietaria del fronte lago. Un passaggio imprescindibile per qualsiasi evoluzione futura del comparto.
«Rivolgo ancora un sentito ringraziamento agli architetti Nunes e Menegotto e a tutte le persone che hanno contribuito a questo percorso», conclude Cattoi, «offrendo alla comunità arcense un’occasione di confronto e di crescita culturale». Una visione che, pur non vincolante, resta sul tavolo come base di discussione politica e progettuale per il futuro della fascia lago di Arco.
Nicola Filippi

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