
Una nuova misura per proteggere l’ecosistema del lago di Garda si avvicina all’entrata in vigore. Dopo un percorso legislativo durato sei anni, prende forma la normativa interregionale che introdurrà l’obbligo di sanificazione per le imbarcazioni provenienti da altri bacini prima del loro ingresso nel Benaco. L’obiettivo è contrastare la diffusione di specie aliene invasive che possono alterare l’equilibrio ambientale del lago.
Il provvedimento ha già ricevuto il via libera della Provincia autonoma di Trento lo scorso dicembre e della Regione Lombardia il 24 febbraio, mentre il Veneto sta completando l’iter in Commissione Ambiente. La misura rientra tra gli impegni previsti dal Contratto di lago, l’accordo sottoscritto nel 2019 dai Comuni gardesani insieme alla Comunità del Garda e alle amministrazioni regionali per la tutela ambientale del bacino.
Secondo Filippo Gavazzoni, vicepresidente della Comunità del Garda e tra i promotori dell’iniziativa, si tratta della prima normativa italiana che disciplina in modo specifico la pulizia obbligatoria di carene e motori a tutela della biodiversità. Il rischio principale è infatti rappresentato dalle specie invasive che si attaccano agli scafi delle imbarcazioni e vengono trasportate da un lago all’altro.
Nel Garda sono già state censite circa 45 specie aliene, tra cui diversi molluschi. Tra le più recenti e invasive c’è la Dreissena bugensis, nota come Quagga mussel, un bivalve originario dell’area del fiume Dnieper tra Russia e Ucraina, segnalato nel 2023 a Castelletto di Brenzone, sulla sponda veronese, e oggi in espansione sui fondali del lago.
La normativa prevede che le imbarcazioni provenienti da altri bacini vengano sanificate tramite idropulitrici ad acqua calda, senza l’uso di detergenti chimici e con scarico in fognatura. Al termine dell’operazione verranno rilasciati un certificato e un bollino, validi fino a un anno o per l’intero periodo di permanenza sul lago. Le barche non residenti non potranno più utilizzare liberamente gli scivoli pubblici ma dovranno rivolgersi a cantieri nautici, porti o distributori autorizzati.
L’entrata in vigore della norma potrebbe essere fissata al 1° gennaio 2027, per consentire una fase informativa e organizzativa.
I circoli velici dell’Alto Garda guardano con favore alla misura, pur segnalando alcune criticità operative. «È una cosa positiva, forse andava fatta molti anni fa – osserva Andrea Camin, presidente della Fraglia Vela Riva, parlando con la stampa locale – ma dovremo capire come applicarla concretamente, soprattutto per i numerosi gommoni che seguono allenamenti e regate».
Più prudente Armando Bronzetti, presidente del Consorzio Garda Trentino Vela e del Circolo Surf Torbole, che chiede chiarezza sull’ambito di applicazione della legge e sulla disponibilità di strutture per la sanificazione. «Oggi – sottolinea – l’unico punto attrezzato è a porto San Nicolò, e non è sufficiente per gestire eventi sportivi che portano sul lago decine di imbarcazioni di supporto».