
L’ordine del giorno approvato dal Consiglio provinciale non cambia la posizione del Comune di Riva del Garda. Dopo le critiche dell’opposizione e il dibattito riacceso dall’iniziativa della Lega, il sindaco Alessio Zanoni difende la decisione di lasciare la Comunità del Garda, ribadendo che si è trattato di una scelta «ponderata» e fondata su valutazioni di trasparenza, efficacia e corretto utilizzo delle risorse pubbliche.
Il primo cittadino invita anzitutto a ridimensionare la portata del voto espresso a Trento. «Il Consiglio provinciale – osserva – non ha deciso di entrare nella Comunità del Garda, ma ha semplicemente impegnato la Giunta a valutare se farlo». Per Zanoni, dunque, parlare di un cambio di scenario sarebbe prematuro, tanto più che, se la Provincia avesse ritenuto strategica l’adesione, «lo avrebbe già fatto» senza attendere oltre un anno dall’uscita di Riva.
Da qui la convinzione che l’iniziativa abbia soprattutto un significato politico. Il sindaco richiama infatti il fatto che l’ordine del giorno sia stato presentato dal gruppo della Lega, formazione nella quale oggi opera l’ex sindaca Cristina Santi, storica sostenitrice della Comunità del Garda. Un passaggio nel quale Zanoni rivendica anche una diversa idea dell’impegno pubblico, definendola «una differenza culturale» rispetto a chi, terminato il mandato amministrativo, prosegue il proprio percorso all’interno di strutture politiche.
Entrando nel merito della scelta compiuta dall’amministrazione, il sindaco respinge le accuse di aver messo in dubbio la regolarità dei conti dell’ente gardesano. «Il tema non è la regolarità dei bilanci, ma la trasparenza», precisa, sostenendo che un organismo finanziato quasi esclusivamente da risorse pubbliche dovrebbe rendere più facilmente consultabili i propri documenti contabili. A questo si aggiunge, secondo Zanoni, una valutazione sull’efficacia dell’ente, che non avrebbe saputo esercitare quel ruolo di coordinamento sulle grandi questioni del lago, dalla ciclovia alla pianificazione strategica, per il quale era stato costituito.
Tra le motivazioni richiamate figura anche l’aspetto economico. Riva del Garda versava circa 30 mila euro all’anno, una quota che il sindaco considera sproporzionata rispetto a quella sostenuta da altri Comuni gardesani, come Arco. Risorse che, sottolinea, possono essere destinate «ai servizi per la comunità» anziché a una struttura che, a giudizio dell’amministrazione, non garantisce un valore aggiunto adeguato.
Zanoni respinge infine l’idea che l’uscita dalla Comunità del Garda coincida con un disinteresse verso il lago. Richiama, ad esempio, il sostegno del Comune al progetto di rinaturalizzazione promosso dal vicepresidente Filippo Gavazzoni e ribadisce la disponibilità a collaborare con tutti gli enti impegnati nella tutela e nello sviluppo del Garda. «Continueremo a lavorare per il lago – conclude – ma pretendendo che ogni euro pubblico sia speso con trasparenza, efficacia e nell’esclusivo interesse dei cittadini».
(n.f.)