
Una proposta che chiama in causa il senso civico, la responsabilità istituzionale e il rapporto tra politica e comunità. È quella avanzata dal Coordinamento “Un territorio, più comunità”, che il 21 gennaio ha diffuso un comunicato stampa nel quale invita sindaco, assessori e consiglieri comunali di Riva del Garda a valutare un gesto concreto di solidarietà: devolvere su base volontaria l’equivalente degli aumenti delle indennità e dei gettoni di presenza a favore di enti e associazioni impegnati nell’assistenza sociale e sanitaria.
L’iniziativa nasce all’indomani degli adeguamenti economici previsti per le cariche elettive, in un contesto che il Coordinamento definisce segnato da crescenti difficoltà economiche per molte famiglie e singole persone, alle prese con l’aumento del costo della vita e con nuove forme di fragilità sociale.
Il richiamo allo Statuto e ai valori costituzionali
Nel testo, i promotori collocano la proposta all’interno del quadro valoriale richiamato dallo Statuto comunale, che individua nella libertà, nell’eguaglianza, nella solidarietà e nella democrazia i principi ispiratori dell’azione dell’ente e dei suoi amministratori. Un richiamo esplicito all’articolo 3 dello Statuto, che sottolinea come l’autonomia locale trovi fondamento nella responsabilità e nella saggia amministrazione.
Secondo il Coordinamento, l’interesse individuale dell’amministratore dovrebbe dunque trovare compimento nel bene della comunità, soprattutto in una fase storica complessa, in cui la distanza tra istituzioni e cittadini rischia di ampliarsi.
Una scelta personale, non un atto amministrativo
Il comunicato chiarisce fin da subito un punto centrale: la proposta non può essere attuata attraverso atti dell’Amministrazione comunale, poiché la normativa vigente e i regolamenti non lo consentono. Proprio per questo motivo, l’iniziativa viene concepita come un impegno personale e libero, rimesso esclusivamente alla sensibilità dei singoli amministratori.
Non un obbligo, dunque, né una richiesta formale, ma un invito a una scelta individuale che potrebbe tradursi in un sostegno concreto a realtà associative che operano sul territorio o a livello nazionale, nel campo dell’assistenza sociale e sanitaria.
Un gesto concreto, non simbolico
Nel comunicato viene respinta l’idea che si tratti di un’operazione simbolica o ideologica. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, offrire un aiuto reale a chi vive situazioni di difficoltà economica e sociale; dall’altro, rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e amministratori, mostrando attenzione e vicinanza attraverso un gesto comprensibile e tangibile.
«In un periodo storico segnato dall’aumento del costo della vita – si legge – gesti di responsabilità e solidarietà possono contribuire a rendere la politica più comprensibile, più umana e più coerente con i valori fondativi della comunità».
Il nodo del “populismo” e il richiamo al buon senso
I firmatari affrontano anche una possibile obiezione politica, ovvero il rischio che iniziative di questo tipo vengano liquidate come populismo. Una lettura che il Coordinamento respinge, definendo la proposta come una questione di buon senso e responsabilità, più che di posizionamento ideologico.
«Un piccolo gesto, se condiviso, può diventare un segnale importante», si legge nel testo, che invita a considerare il valore collettivo di scelte individuali coerenti con i ruoli istituzionali ricoperti.
Un’iniziativa che entra nel dibattito politico locale
A sottoscrivere il comunicato sono Sara Bombardelli, Tommaso Caceffo, Simone Fontanella e Umberto Schettino, per il Coordinamento “Un territorio, più comunità”. Alla proposta ha aderito anche Maria Pia Molinari, consigliera comunale ed ex candidata sindaca alle recenti elezioni amministrative che hanno portato all’elezione di Alessio Zanoni.
L’iniziativa si inserisce così nel dibattito politico locale, ponendo una domanda che va oltre la contingenza degli aumenti economici: quale ruolo sociale devono assumere oggi gli amministratori pubblici e in che modo la politica può rispondere, anche simbolicamente ma con effetti concreti, alle difficoltà di una parte crescente della cittadinanza.
Resta ora da capire se e come la proposta verrà raccolta dai rappresentanti istituzionali, e se questo appello alla responsabilità individuale saprà tradursi in un segnale condiviso di attenzione al bene comune. (n.f.)