
La Variante 17 è tramontata, ma con essa viene meno anche il pacchetto di opere pubbliche legato all’accordo urbanistico sull’ex Hotel Arco. Ed è proprio da qui che parte il nuovo intervento di Voce Comune per Arco, che non entra nel merito della bocciatura provinciale ma pone una domanda politica molto concreta alla giunta Fiorio: quale sarà adesso l’alternativa per realizzare gli interventi che il privato avrebbe dovuto garantire alla città?
Il tema riguarda uno dei dossier urbanistici più discussi degli ultimi anni. La Variante 17 al PRG, adottata per la prima volta nel 2023 e costruita attorno all’accordo pubblico-privato per la riqualificazione dell’ex Hotel Arco, non è stata approvata dalla Provincia.
La conseguenza, ricordano Elisabetta Aldrighetti e Gianluigi Maino, è il venir meno dell’intero accordo collegato all’operazione.
E quell’accordo non prevedeva soltanto la trasformazione dell’ex albergo. Secondo Voce Comune comprendeva circa 4.000 metri quadrati di parco pubblico, la manutenzione del verde per 25 anni a carico del privato, la riqualificazione di Piazza Italia, collegamenti pedonali e ciclopedonali verso il Sarca, opere su parte di viale Rovereto tra asfalti e arredo urbano e vincoli sulla componente residenziale, compresa una quota destinata alla prima casa.
Sono elementi che erano già stati richiamati anche dall’ex assessore all’urbanistica Nicola Cattoi, che nei giorni scorsi aveva ricostruito la Variante 17 come parte di un progetto più ampio di riqualificazione dell’ingresso orientale di Arco.
Voce Comune sottolinea ora un punto politico preciso: molti di quegli interventi, almeno negli obiettivi generali, sarebbero coerenti anche con il programma dell’attuale amministrazione, che punta su rigenerazione urbana, verde, mobilità sostenibile e residenza primaria. Da qui la domanda: se il vecchio accordo non esiste più, come intende muoversi la giunta Fiorio?
Il caso più immediato è quello della ciclabile sul ponte della Sarca.
«L’amministrazione sta eseguendo i lavori di messa in sicurezza del ponte con la realizzazione delle due passerelle, una delle quali destinata alla continuità del percorso ciclabile sul lato sud», osservano Aldrighetti e Maino. «Ma una volta superato il ponte, oggi non c’è in programma una prosecuzione, che invece era prevista nell’accordo».
La stessa domanda viene posta per Piazza Italia, viale Rovereto, il parco pubblico e le altre opere.
Voce Comune evita di schierarsi sulla decisione finale della Provincia. «Non intendiamo entrare nelle valutazioni che hanno portato alla mancata approvazione della Variante 17», precisano i due referenti. Ma aggiungono un passaggio destinato a riaprire il confronto politico: «Un’amministrazione che ha espresso chiaramente la propria contrarietà a quella soluzione e che oggi registra positivamente la sua conclusione, come cittadini ci aspettiamo che abbia già valutato come dare seguito a quegli interventi».
La sindaca Arianna Fiorio, dopo lo stop alla variante, aveva ricordato che il PRG vigente consente comunque per l’ex Hotel Arco demolizione, ricostruzione e ampliamento fino al 50 per cento, ribadendo però che ogni futuro accordo urbanistico dovrà produrre un vantaggio pubblico chiaro e riconoscibile.
Ora Voce Comune sposta quindi il terreno del confronto sul dopo Variante 17. «Chiediamo che venga illustrato alla città il piano alternativo, quali opere verranno realizzate e con quali tempi». Perché, concludono Aldrighetti e Maino, «Piazza Italia, la continuità della ciclabile, il verde pubblico e la riqualificazione di quell’area restano necessità della città».
(n.f.)