
La seduta itinerante della Giunta provinciale ha fatto tappa oggi a Dro, andata in scena venerdì 24 aprile al Centro culturale, si trasforma in un caso politico destinato ad approdare in Consiglio comunale. Al centro della polemica c’è il coinvolgimento dei consiglieri comunali, con le opposizioni che parlano di “grave mancanza di rispetto istituzionale”, mentre la sindaca Ginetta Santoni respinge le accuse sostenendo che l’invito sia stato regolarmente trasmesso anche alle minoranze.
L’incontro, che ha visto la presenza della Giunta al completo guidata dal presidente Maurizio Fugatti, era stato organizzato come momento di confronto con associazioni, comitati, istituzioni e portatori di interesse del territorio.
A sollevare il caso era stato inizialmente il consigliere di opposizione Alvaro Tavernini, denunciando il mancato ricevimento dell’invito e parlando di un’esclusione inaccettabile dei rappresentanti eletti dai cittadini.
Una ricostruzione che la sindaca Santoni ha contestato con fermezza: “L’invito conferma che la email è stata recapitata anche ai consiglieri di minoranza più volte”, scrive, precisando che la partecipazione era libera e aperta a chiunque fosse interessato.
Per le opposizioni, però, il problema non è soltanto la ricezione materiale della mail, ma il diverso trattamento riservato ai consiglieri rispetto ad altri soggetti del territorio.
A rilanciare il tema sono i consiglieri Marco Santoni e Massimo Bortolameotti di Unione Democratica per l’Autogoverno, che hanno depositato un ordine del giorno per il Consiglio comunale di lunedì 27 aprile.
“I consiglieri, eletti dai cittadini, sono stati declassati a semplici destinatari di un’informativa dell’ultimo minuto, mentre altre realtà venivano formalmente invitate giorni prima”, scrivono nel comunicato dal titolo eloquente: “Istituzioni ignorate”.
Secondo i due consiglieri, l’invito ufficiale sarebbe stato inviato già martedì 21 aprile ad associazioni, enti e istituzioni, mentre ai consiglieri comunali sarebbe arrivata solo una comunicazione tardiva, senza un vero coinvolgimento attivo. Inoltre, durante la Commissione Capigruppo del 20 aprile, nulla sarebbe stato comunicato.
“Non si tratta di forma, ma di sostanza democratica. Il rispetto per le istituzioni passa dal rispetto di chi le rappresenta”, concludono.
Il caso però si allarga anche ai contenuti della visita provinciale. A intervenire con toni durissimi è il consigliere Lucio Matteotti (PD Dro-Drena).
“La Giunta provinciale cala a Dro in pompa magna, invitato il mondo salvo i consiglieri comunali avvisati solo all’ultimo momento”, attacca.
Secondo Matteotti, l’incontro avrebbe avuto più il sapore della propaganda che quello di un confronto concreto. “Come nelle televendite il tempo dei verbi è al condizionale e al futuro: faremo, vedremo, staremo attenti. Ma di fatto nessun impegno preciso, nessuna cifra di denaro impegnata, nessuna data di scadenza”.
Il consigliere cita in particolare la situazione di Pietramurata e della ex canonica, “ferma da anni”, oltre alla chiusura della cooperativa contadini, sulla quale “non è stata spesa una parola”.
Critiche anche sulla viabilità, dove secondo Matteotti la Provincia starebbe scegliendo “soluzioni tecniche meno indicate e non volute dalle amministrazioni locali” per risparmiare risorse.
Duro anche il passaggio sulla sanità: “L’apertura della Casa di comunità annunciata pochi giorni fa è un ennesimo gioco di prestigio. I servizi restano inadeguati e sempre più persone devono pagare se vogliono curarsi”.
La conclusione è un affondo politico netto: “Il Basso Sarca merita più serietà, non venditori da fiera che vengono a far propaganda lasciando i problemi irrisolti”.
Con l’ordine del giorno depositato, il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere non solo della gestione degli inviti, ma anche del rapporto tra Dro e la Provincia. Una questione che tocca il peso politico del Basso Sarca e il rispetto delle istituzioni locali.
Nicola Filippi