Articolo pubblicato il: 20/08/2026 alle 15:50
La Busa - Gazzi di Arco, reflui e acqua inquinata da mesi: le Opposizioni interrogano la Giunta
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Amministrativa, Notizie, Salute

 

Una presenza d’acqua che continua da mesi, un intervento effettuato durante l’inverno che non avrebbe risolto definitivamente il problema e, ora, un episodio decisamente più preoccupante: la fuoriuscita di liquido maleodorante avvenuta nella mattinata di domenica 16 agosto. La situazione in località Gazzi di Bolognano arriva sui banchi del Consiglio comunale di Arco.
A chiedere chiarimenti alla sindaca Arianna Fiorio e alla Giunta sono Nicola Cattoi di Campobase e Dario Ioppi e Gabriele Andreasi del Pd, firmatari di un’interrogazione depositata in municipio. Al centro del documento c’è una criticità che, secondo i consiglieri, non nasce con l’episodio di Ferragosto. «Da diversi mesi, e in particolare dall’inverno scorso – scrivono – viene segnalata una consistente e continua presenza d’acqua» nell’area che costeggia alcune abitazioni ai Gazzi e la vicina RSA Sacro Cuore, posta a valle.
Una situazione che avrebbe provocato umidità persistente del terreno, ristagni, crescita della vegetazione e proliferazione di zanzare. Durante l’inverno 2025-2026 il Comune aveva effettuato anche uno scavo, ma, sottolineano i firmatari, «la presenza d’acqua non è cessata».

 

 

La fuoriuscita del 16 agosto
A riaccendere l’attenzione è stato quanto accaduto domenica mattina. Nell’interrogazione viene segnalata una «significativa fuoriuscita di liquido maleodorante», che i consiglieri ritengono riconducibile, per aspetto e odore, a reflui fognari. La sindaca Fiorio sarebbe stata informata direttamente, ricevendo anche fotografie e localizzazione dell’area.
Per Cattoi, Ioppi e Andreasi l’episodio deve quindi essere verificato anche alla luce delle segnalazioni precedenti. Da qui la richiesta di sapere quale sia stata la causa della fuoriuscita, se esista un collegamento con la criticità già nota e se il tratto interessato appartenga alla fognatura pubblica oppure a un allacciamento privato.
I consiglieri chiedono inoltre quali misure siano state adottate per fermare la dispersione, mettere in sicurezza, pulire e disinfettare l’area e se siano stati coinvolti autorità sanitaria e organismi ambientali, anche per valutare eventuali campionamenti di suolo e acque.

«Da dove arriva quell’acqua?»
Rimane poi l’interrogativo che accompagna la vicenda da mesi: l’origine della presenza continua d’acqua. I firmatari vogliono conoscere gli accertamenti compiuti e sapere se sia stata formalmente esclusa una provenienza dall’acquedotto, dalla fognatura, dalla rete delle acque bianche o da altre infrastrutture pubbliche.
Infine, vengono chiesti tempi, costi e finanziamenti degli eventuali interventi definitivi.
Vista la natura dell’episodio e la vicinanza ad abitazioni e alla RSA, Cattoi, Ioppi e Andreasi chiedono però qualcosa in più della normale risposta all’interrogazione: una comunicazione tempestiva sulle misure già adottate, senza attendere i tempi del Consiglio comunale. (n.f.)

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