
Partecipazione sì, ma senza confondere i ruoli: prima l’Amministrazione elabori proposte concrete e tecnicamente sostenibili, poi le metta sul tavolo e apra il confronto con la comunità. È questa la posizione con cui Arco Fucina Comune, attraverso la portavoce Barbara Zanoni, entra nel dibattito sul futuro dell’area dell’ex Villaggio del Fanciullo di Bolognano, dopo la richiesta emersa nell’Oltresarca di avviare un percorso partecipato per decidere la destinazione di uno spazio ormai diventato patrimonio pubblico.
Una vicenda che viene da lontano. L’acquisizione dell’area adiacente all’oratorio era stata discussa per anni e il precedente tentativo si era fermato durante la passata consiliatura. Il passaggio decisivo è arrivato il 29 dicembre 2025, quando il Comune di Arco ha formalizzato l’acquisto dei terreni. In quell’occasione la sindaca Arianna Fiorio aveva annunciato l’intenzione di discutere il futuro dell’area all’interno del Comitato di partecipazione, coinvolgendo i cittadini nella raccolta di idee e suggerimenti.
Il tema è poi entrato concretamente nell’agenda dell’Oltresarca: già nell’assemblea del Comitato del 17 giugno figurava all’ordine del giorno l’area ex Villaggio del Fanciullo e la raccolta delle esigenze della comunità. Più recentemente è arrivata anche una mozione di Campobase, firmata dal consigliere Nicola Cattoi, che propone di orientare prioritariamente il compendio verso finalità pubbliche, sociali, culturali, sportive, educative e ricreative.
Il nodo: chi deve mettere sul tavolo il primo progetto?
Negli ultimi giorni, nella riunione del Comitato di partecipazione, alcuni residenti hanno rilanciato la richiesta di partire subito con un percorso condiviso, ipotizzando un facilitatore, la raccolta delle idee, un possibile concorso e quindi un masterplan. Sullo sfondo c’è anche il timore che singole scelte possano precedere il disegno complessivo, a partire dall’ipotesi di un parcheggio pertinenziale interrato nell’area oggi occupata dal campetto.
Ed è proprio sul metodo che interviene Fucina Comune. «Attenzione a non confondere la partecipazione con lo scarico di responsabilità», sostiene il gruppo. Per Barbara Zanoni il percorso dovrebbe partire dall’Amministrazione: prima proposte concrete corredate dai necessari pareri tecnici; successivamente il confronto con cittadini e associazioni; infine la valutazione della comunità sulla capacità di quelle soluzioni di rispondere alle esigenze del territorio. «Possiamo ascoltare. Possiamo proporre. Possiamo criticare. Possiamo confrontarci», scandisce Fucina Comune, sostenendo però che spetti a chi amministra assumersi la responsabilità delle proposte.
Una distinzione che apre un ulteriore capitolo nella discussione sui terreni dell’ex Villaggio del Fanciullo.
Sul valore della partecipazione le posizioni sembrano convergere; ciò che cambia è il punto dal quale farla partire. Da una pagina bianca sulla quale costruire insieme una visione oppure da alcune ipotesi elaborate dall’Amministrazione e successivamente sottoposte alla comunità.
Ed è probabilmente questo, prima ancora della destinazione finale dei terreni, il primo nodo che Bolognano dovrà sciogliere. (n.f.)