
L’ex Quisisana di Arco cambia prospettiva. La Giunta Fiorio ha approvato il quadro esigenziale per trasformare il compendio nella nuova sede della Biblioteca civica “Bruno Emmert” e dell’Archivio storico comunale “Federico Caproni”. La stima preliminare dell’intervento supera i 16,1 milioni di euro e il prossimo passaggio sarà il DOCFAP, il documento che dovrà verificare fattibilità tecnica, alternative progettuali e costi.
Per l’assessore alla cultura Massimiliano Floriani, il passaggio approvato dalla Giunta segna un avanzamento concreto del progetto. «Con l’approvazione del quadro esigenziale compiamo un passo concreto che conferma la ferma volontà dell’amministrazione di restituire vita all’ex Quisisana», sottolinea. L’obiettivo, aggiunge, è «collegare il nostro centro storico all’area ottocentesca del Kurort, creando un polo culturale che ospiterà le nuove sedi della Biblioteca Civica “B. Emmert” e dell’Archivio Storico Comunale “F. Caproni”».
Floriani insiste anche sul metodo seguito finora. «Il percorso sta proseguendo in sinergia con il territorio», osserva, ricordando che l’edificio ha già visto «recenti sopralluoghi di tecnici della Soprintendenza e di esponenti della Giunta provinciale».
Nel lavoro preparatorio ha avuto un ruolo anche la ricerca accademica. «Un contributo prezioso alla stesura del documento è arrivato dalla tesi di laurea sul Quisisana stilata da Anna Lanzinger, che ringrazio per la collaborazione», spiega l’assessore, definendola «oggi solida base per il recupero architettonico».
Il prossimo passaggio sarà ora più tecnico. «Il prossimo passo sarà affidare la realizzazione del Docfap, indispensabile per valutare gli importi economici e analizzare nel dettaglio lo stato di salute dell’edificio», precisa Floriani. «Si apre una nuova fase per la cultura e per l’impianto urbanistico di Arco».
Il quadro approvato dalla Giunta mette nero su bianco anche le ragioni dell’intervento.
L’ex Quisisana, formato da Villa Becker e dall’ex Pensione Quisisana, è di proprietà comunale dal 2006, è inutilizzato da oltre trent’anni e presenta evidenti condizioni di degrado. La biblioteca attuale, ospitata a Palazzo dei Panni, viene indicata come sottodimensionata rispetto agli standard del Sistema bibliotecario trentino, mentre gli spazi dell’Archivio storico a Palazzo Marcabruni-Giuliani risultano ormai saturi.
L’idea dell’amministrazione Fiorio è quella di costruire una sede unitaria e, insieme, un vero distretto della cultura, mettendo in relazione teatro ipogeo, biblioteca e archivio storico.
Sul piano economico, la prima stima parla di 12 milioni e 435 mila euro per i lavori, su circa 4.145 metri quadrati, ai quali si aggiungono circa 3,73 milioni di somme a disposizione, per un totale indicativo di 16.165.500 euro. (n.f.)