Articolo pubblicato il: 29/10/2026 alle 18:30
La Busa - Ex Atlas e nuova piscina dell’Alto Garda, l’UGL lancia l’allarme: «Riva non può essere solo turistica»
Posted By Redazione
Categoria: Amministrativa, Cronaca, Economia, Notizie

Quanto vale un’area industriale? Soltanto per i suoi metri quadrati, oppure per il lavoro, le competenze e le opportunità che può continuare a garantire alle generazioni future? È una domanda che va ben oltre la polemica sulla piscina intercomunale e che arriva direttamente dal mondo sindacale, mentre a Riva del Garda si riaccende il confronto sulla possibile destinazione dell’ex Atlas. A sollevare la questione è Leonardo Iania, segretario provinciale dell’UGL Trentino, che invita amministratori e forze politiche a non considerare gli spazi produttivi come semplici riserve di terreno da destinare ad altre funzioni.

 

«L’industria non è fatta soltanto di fabbriche e capannoni. È ricchezza che viene prodotta e distribuita attraverso stipendi, occupazione, fornitori, servizi e attività economiche che sostengono intere comunità», sostiene Iania.
Il riferimento è alle Cartiere del Garda, una realtà che da circa settant’anni contribuisce all’economia rivana e che, secondo il sindacato, occupa quasi 500 lavoratori, senza considerare l’indotto.
Un patrimonio tanto più importante in una fase segnata dalle difficoltà del settore cartario, dalla pressione sui costi energetici e dalle incertezze del mercato.
L’UGL non contesta la necessità di una piscina moderna e sostenibile, né ignora i possibili vantaggi energetici legati alla vicinanza dell’impianto di cogenerazione. Ma respinge l’idea che questi benefici possano giustificare una progressiva riduzione degli spazi destinati alle attività industriali. «Non vorremmo che, dopo aver costruito sempre più vicino alla fabbrica, un giorno fosse proprio la fabbrica a essere considerata un problema», osserva Iania.
Un timore che si accompagna a quello di future trasformazioni immobiliari, in un territorio nel quale turismo, residenzialità e attività produttive devono convivere in spazi sempre più contesi.
Il sindacato chiede dunque di valutare altre localizzazioni per la piscina, preservando le possibilità di sviluppo industriale.
Ma soprattutto pone una domanda destinata a pesare nel confronto politico: mentre si continua a investire nel turismo, quali strategie vengono costruite per assicurare altri cinquant’anni di futuro alle imprese del territorio?
La conclusione di Iania è un richiamo all’identità economica e sociale della città. «Riva del Garda non può diventare soltanto una città da visitare. Deve rimanere soprattutto una città dove vivere, lavorare e costruire un futuro».
Una riflessione che supera la scelta di dove costruire una piscina: riguarda il modello di sviluppo che l’Alto Garda intende consegnare alle prossime generazioni.

(n.f.)

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Data e ora di stampa: 29/10/2026 20:14
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