
Sul cantiere del ponte storico di Arco, diventato nelle ultime settimane uno dei temi più caldi del dibattito cittadino, il vicesindaco Marco Piantoni rimette in fila scelte, numeri e motivazioni. Una risposta articolata che arriva dopo le critiche e le proposte avanzate dal consigliere di Arco Dinamica Mauro Ottobre, in particolare sulla possibilità di lavorare di notte e sull’utilizzo di incentivi per accelerare l’intervento. «Su questo cantiere abbiamo fornito spiegazioni in ogni sede: negli incontri pubblici, sulla stampa e in Consiglio comunale», esordisce Piantoni. E se le stesse osservazioni tornano, aggiunge, «è giusto tornare sui fatti e rimetterli in fila».
Lavori notturni, «ipotesi valutata»
Primo punto: il lavoro notturno. Secondo il vicesindaco della giunta Fiorio l’ipotesi non è stata ignorata, ma valutata con i tecnici e con il Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione. Quattro le ragioni che hanno portato a escluderla come modalità ordinaria: costi, concorrenza, produttività e sicurezza.
Sul fronte economico, le maggiorazioni per il lavoro notturno dipendono dal contratto applicato dall’impresa e risultano quindi difficili da quantificare preventivamente in gara. C’è poi un problema organizzativo e sindacale: imporre sistematicamente turni notturni avrebbe potuto, sostiene Piantoni, scoraggiare alcune imprese dal partecipare all’appalto, riducendo la concorrenza.
«Lavorare di notte non significa finire prima»
Ma c’è soprattutto un aspetto tecnico. «Lavorare di notte non significa automaticamente realizzare l’opera più in fretta», puntualizza Piantoni. Alcune lavorazioni avrebbero benefici limitati, mentre altre, come lo spostamento dei sottoservizi, potrebbero diventare più complesse e aumentare il rischio di danni involontari.
A questo si aggiungono le criticità evidenziate sul piano della sicurezza e le possibili ricadute sull’ambiente circostante, soprattutto per rumore e illuminazione.
La porta, tuttavia, non è completamente chiusa. Singole lavorazioni potranno essere effettuate anche di notte quando ciò risulti necessario e possa concretamente contribuire a ridurre i disagi alla circolazione. Una possibilità ben diversa, sottolinea il vicesindaco, dall’organizzazione sistematica dell’intero cantiere su turni notturni.
Premio di accelerazione: «Applicato il massimo consentito»
Il vicesindaco Piantoni interviene poi sul premio di accelerazione previsto dall’articolo 126 del decreto legislativo 36/2023, altro punto al centro del confronto. «È stato regolarmente inserito nell’appalto, e nella misura massima consentita». Il contratto, precisa, prevede una percentuale dell’1,5 per mille giornaliero, sia per le penali sia per il premio. In sostanza, spiega il vicesindaco, è previsto il massimo incentivo possibile per l’impresa che concluda i lavori in anticipo e, allo stesso tempo, la massima penalizzazione in caso di ritardo: «Difficile fare di più di quanto la norma consenta».
Premio e turni notturni, «sono due piani distinti»
Un passaggio che Piantoni considera fondamentale riguarda poi il rapporto tra incentivo e organizzazione del cantiere. Il premio previsto dall’articolo 126, chiarisce, non incentiva il lavoro notturno in quanto tale, ma la conclusione anticipata dell’intervento. Spetta quindi all’impresa organizzare le lavorazioni per raggiungere quell’obiettivo, sempre nel rispetto delle norme e della sicurezza. «Sono due piani distinti, e confonderli non aiuta la discussione».
«Il confronto parta da documenti, dati e norme»
Il messaggio finale guarda oltre la polemica. L’obiettivo dell’amministrazione Fiorio, ribadisce Piantoni, resta duplice: «realizzare l’opera nel minor tempo possibile» e garantire che ciò avvenga in sicurezza, senza introdurre modalità operative che, sulla base delle valutazioni tecniche effettuate, non assicurerebbero un vantaggio concreto.
Il confronto resta aperto, dal Consiglio comunale agli incontri pubblici con i cittadini. Ma con una richiesta precisa: discutere partendo «dai documenti, dai dati e dalle norme che regolano l’intervento». Perché, conclude il vicesindaco Piantoni, l’obiettivo dovrebbe essere comune: completare un’opera necessaria nel minor tempo possibile, garantendo sicurezza, qualità dei lavori e il minor impatto possibile sulla comunità. (n.f.)