
Dalle Magie d’Estate al Carnevale, passando per il Castello delle Meraviglie. La polemica sugli eventi ad Arco non accenna a spegnersi e, dopo le recenti dichiarazioni del presidente della Pro Loco Arco Centro Mario Matteotti, a intervenire è ora Arco Fucina Comune, che allarga il confronto e mette nel mirino più complessivamente le scelte dell’amministrazione guidata dalla sindaca Arianna Fiorio.
Il movimento parte persino da una battuta che, racconta, starebbe circolando nelle chat: «Faranno il Carnevale armeno…». Un riferimento ironico al passato professionale dell’assessore alla Cultura Massimiliano Floriani, che prima di rientrare ad Arco e tornare alla vita politica attiva lavorava in Armenia.
«Fa sorridere – commenta Fucina Comune – ma purtroppo c’è ben poco da ridere». E l’affondo è diretto: «L’assessore, tornato dall’Armenia, sembra determinato a lasciare il segno ad Arco. Peccato che, finora, il segno sia quello delle cancellazioni».
Da qui la domanda: «Prima le Magie dell’Estate, oggi il Carnevale di Arco. Domani quale sarà la prossima tradizione destinata a sparire?».
Parole che arrivano dopo la dura presa di posizione di Mario Matteotti sulla mancata organizzazione delle Magie d’Estate e, soprattutto, sulle prospettive del Carnevale di Arco, altra manifestazione storicamente legata alla Pro Loco. Per Fucina Comune, tuttavia, la questione va oltre i singoli appuntamenti e investe direttamente la visione culturale, turistica ed economica della città.
«Qual è l’idea di città di questa amministrazione?», domanda il movimento, secondo il quale starebbe prevalendo «una linea fatta di “no”, rinvii, improvvisazione e tanta confusione». Nel mirino finisce anche il Castello delle Meraviglie, manifestazione che Fucina Comune considera oggi «profondamente ridimensionata», mentre viene ricordata una serie di eventi o iniziative venuti meno, dal Rally allo street food, fino alle Magie d’Estate e alle incognite sul Carnevale.
Particolarmente duro il giudizio sulle conseguenze per il centro storico. Le Magie, sottolinea il movimento, «non erano un semplice evento», ma significavano «il Castello illuminato, il centro storico vivo, i negozi aperti, i ristoranti pieni, le persone che uscivano di casa». Da qui la preoccupazione per commercianti, ristoratori, baristi, albergatori e artigiani: «Una città senza eventi perde la propria anima».
E sul Carnevale Fucina Comune richiama la storia della manifestazione, dedicando un pensiero ad Albino Marchi, storico e indimenticato presidente, ricordato per il lavoro e la passione con cui aveva contribuito (insieme a tutti i suoi fedelissimi collaboratori volontari, ndr) a portare il Grande Carnevale di Arco ben oltre i confini provinciali. «Non è solo una sfilata – sottolinea il movimento – è la festa dei bambini, della comunità, del volontariato. È una tradizione costruita in decenni di lavoro».
L’attacco politico alla giunta Fiorio diventa quindi ancora più pesante: per Fucina Comune il «vero record» dei primi quindici mesi dell’amministrazione sarebbe quello di avere portato «Arco ad essere il fanalino di coda del Garda Trentino». E aggiunge: «Quando un’amministrazione non si vede per ciò che costruisce, rischia di farsi notare soltanto per ciò che cancella».
Una nuova presa di posizione che arriva mentre Fucina Comune è impegnata anche su un altro fronte caldo della città: il cantiere delle passerelle del ponte storico di Arco. Il movimento sta infatti sostenendo la mobilitazione e la raccolta firme nate attorno ai disagi provocati dai lavori e dalla regolazione della viabilità, dando voce in particolare alle preoccupazioni espresse da commercianti e residenti.
Due vicende differenti, ma che il movimento riconduce allo stesso terreno politico: il rapporto fra le decisioni dell’amministrazione, la vitalità del centro storico e la tenuta del suo tessuto economico e sociale. «Arco ha bisogno di idee, entusiasmo, coraggio e di amministratori che sappiano costruire, non semplicemente cancellare», conclude Fucina Comune. E alla giunta viene consegnata una domanda destinata ad alimentare ulteriormente il confronto politico di queste settimane: «Perché si continua a togliere invece di aggiungere?».
(n.f.)