Articolo pubblicato il: 05/10/2026 alle 18:00
La Busa - Dalla Variante 17 al ruolo dell’opposizione: “Fucina” replica alla sindaca Fiorio
Posted By Redazione
Categoria: Ambiente, Amministrativa, Notizie, Politica

La Variante 17 continua a scuotere la politica arcense. Dopo la bocciatura da parte della Provincia, il confronto si è progressivamente allargato dal merito urbanistico alle responsabilità politiche e, ora, anche all’identità dei gruppi che siedono all’opposizione. L’ultimo intervento arriva da Arco Fucina Comune, chiamata direttamente in causa nei giorni scorsi dalla sindaca Arianna Fiorio. Nel suo post sulla vicenda dell’ex Hotel Arco, Fiorio aveva ricondotto Fucina Comune alla figura dell’ex sindaco Alessandro Betta, parlando di un gruppo di sua diretta emanazione e criticando il ruolo assunto dall’opposizione nella ricostruzione della vicenda. Ora Fucina risponde con un lungo intervento che parte proprio da qui. «Fucina Comune è una lista civica. Non siamo un’accozzaglia di persone, né un gruppo privo di identità», scrive il gruppo, rivendicando una composizione volutamente plurale.

 

«La nostra identità nasce proprio dalla scelta di mettere insieme persone con sensibilità, esperienze e orientamenti politici differenti, accomunate dalla volontà di occuparsi della propria città».
Fucina ricorda poi la scelta compiuta alle elezioni comunali del 2025, quando partecipò alla coalizione di centrosinistra che sosteneva la candidatura a sindaco di Dario Ioppi.
«Ritenevamo – e riteniamo tuttora – che potesse rappresentare al meglio Arco. Quella scelta elettorale, però, non significa che Fucina Comune possa essere ricondotta a un’unica area politica».
Il gruppo sottolinea infatti la presenza al proprio interno di sensibilità «moderate di centrosinistra, di centro e di centrodestra».
Ed è proprio questa varietà, secondo Fucina, a rappresentare il significato stesso del nome scelto. «Fucina è un luogo nel quale idee differenti possono incontrarsi, confrontarsi e, quando necessario, anche scontrarsi sul piano politico. Senza pensiero unico, senza appartenenze imposte e senza etichette confezionate da altri».
La presa di posizione arriva al termine di giorni particolarmente accesi sulla Variante 17, il progetto urbanistico che comprendeva anche la riqualificazione dell’area dell’ex Hotel Arco e che la Provincia ha deciso di non approvare. Da quel momento si sono susseguite prese di posizione della maggioranza, delle opposizioni, di esponenti della precedente amministrazione e della proprietà interessata dall’intervento. Al centro del confronto ci sono le ragioni dello stop, i rilievi formulati nel tempo dalla Provincia, le scelte compiute negli anni precedenti e il futuro dell’area.
Fucina Comune era intervenuta ponendo interrogativi sugli effetti della bocciatura e sulle opere pubbliche che avrebbero dovuto accompagnare l’accordo urbanistico. La replica della sindaca aveva riaperto anche il confronto politico sul ruolo del gruppo.
E proprio su questo punto Fucina insiste nel nuovo intervento. «Oggi Fucina Comune esercita il proprio ruolo di opposizione all’attuale Amministrazione con coerenza e convinzione», scrive la lista, indicando alcuni valori considerati irrinunciabili: «Rispetto, ascolto, dialogo, comunicazione, onestà intellettuale». Il gruppo respinge inoltre l’idea di voler trasformare il confronto politico in una contrapposizione personale. «Non ci interessano gli attacchi personali. Ci interessa invece esercitare pienamente il diritto – e il dovere – di criticare le scelte dell’Amministrazione quando riteniamo che non siano nell’interesse della nostra città».
La critica, prosegue Fucina, può anche essere «dura» e il confronto «aspro», ma «il rispetto delle persone deve rimanere sempre un punto fermo».
Da qui uno dei passaggi più politici dell’intervento: «Chi ha perso le elezioni e oggi svolge il proprio ruolo di opposizione non è un fastidio da delegittimare, ma una componente essenziale della democrazia». Fucina precisa infine di non coincidere soltanto con le persone oggi maggiormente esposte pubblicamente. All’interno del gruppo, spiegano, c’è chi continua a lavorare dietro le quinte, chi si è preso una pausa e chi si è avvicinato successivamente. «A unirci non è un’etichetta politica. Ci unisce qualcosa di molto più semplice: l’amore per Arco e la volontà di contribuire a renderla una città migliore».
La Variante 17 resta quindi il terreno da cui è partita la polemica. Ma il confronto, ormai, riguarda anche un tema più ampio: il rapporto tra maggioranza e opposizioni e il modo in cui si costruirà il dibattito politico arcense nei prossimi anni. (n.f.)

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