
Il Camping Brione cambia direzione. Dopo la pubblicazione del bando per affidarne la gestione con un contratto-ponte fino al 31 gennaio 2029, l’amministrazione comunale di Riva del Garda mette nero su bianco anche la propria visione sul futuro della struttura: il progetto predisposto dalla precedente governance di Lido Immobiliare, che prevedeva un investimento superiore agli otto milioni di euro, decine di nuovi villini in muratura e nuove edificazioni nell’olivaia pubblica del Monte Brione, viene accantonato. Al suo posto nascerà un piano completamente rivisto, con l’obiettivo di riqualificare il campeggio senza compromettere uno dei paesaggi più identitari della città.
La scelta segna una netta discontinuità rispetto al passato. Il precedente masterplan immaginava 25 villini per complessivi 138 posti letto, oltre all’ampliamento della ricettività fino a 682 posti complessivi tra bungalow, piazzole e tende. Un progetto che ora sarà ripensato, eliminando le nuove costruzioni in muratura e salvaguardando l’olivaia del Monte Brione.
A spiegare le ragioni del cambio di rotta è il sindaco Alessio Zanoni, che rivendica una decisione maturata dopo aver verificato la sostenibilità economica dell’intervento.
«Quando ci siamo insediati – spiega – abbiamo trovato un progetto che prevedeva un investimento di oltre otto milioni di euro, decine di nuovi villini e nuove costruzioni all’interno dell’olivaia pubblica del Monte Brione. Abbiamo scelto di fermarci, approfondire e far parlare i numeri prima ancora degli slogan. Amministrare significa anche avere il coraggio di riconoscere quando un progetto non è sostenibile, anche se qualcuno lo aveva già dato per deciso».
Il ragionamento parte dai bilanci. Oggi il Camping Brione genera circa 1,2 milioni di euro di ricavi all’anno e garantisce a Lido Immobiliare un’entrata di circa 240 mila euro. Secondo il sindaco, sostenere un investimento di quella portata avrebbe potuto mettere in difficoltà i conti della società pubblica.
«Pensare che un investimento di queste dimensioni potesse reggersi economicamente – osserva Zanoni – significava con ogni probabilità lasciare in eredità ai cittadini nuovi debiti, oltre a un pesante consumo di territorio».
La riflessione si inserisce, secondo il primo cittadino, nel percorso di risanamento delle società partecipate avviato dalla nuova amministrazione. «Stiamo lavorando per rimettere in equilibrio le società del Comune. Abbiamo ereditato situazioni complesse e non volevamo aggiungere un ulteriore investimento da oltre otto milioni destinato a gravare sui bilanci pubblici».
Questo non significa rinunciare al rilancio del campeggio. Anzi. L’obiettivo resta quello di aumentarne la qualità e l’attrattività, ma con un approccio diverso.
«Vogliamo migliorare il Camping Brione, renderlo ancora più attrattivo, ma senza snaturarlo. Senza sacrificare l’olivaia e senza compromettere uno dei paesaggi più belli della nostra città. Per noi la tutela del territorio non è uno slogan, ma un principio che orienta ogni scelta amministrativa».
Nel frattempo, il contratto-ponte consentirà di garantire continuità gestionale fino al 2029. La gara, aperta agli operatori del settore con almeno cinque anni di esperienza nella gestione di campeggi a quattro stelle, parte da un canone annuo di 246.366 euro. Durante questo periodo Comune e Lido Immobiliare predisporranno il nuovo business plan e il progetto definitivo, destinato a sfociare nel bando pluriennale previsto indicativamente nel 2028.
Resta invece ancora aperta la partita della Casa Colonica, per la quale sono in corso le valutazioni sul recupero dell’edificio esistente oppure sulla demolizione e successiva ricostruzione.
Per Zanoni, però, il vero cambio di passo riguarda soprattutto il metodo.
«Il nuovo progetto nascerà dal confronto con la comunità. Durante la campagna elettorale i cittadini ci hanno chiesto più ascolto, più trasparenza, maggiore attenzione al territorio e una gestione prudente delle risorse pubbliche. Non un progetto imposto dall’alto, ma costruito insieme alla città».
È su questi principi – qualità, sostenibilità ambientale, sostenibilità economica e condivisione – che l’amministrazione intende costruire il futuro del Camping Brione, archiviando definitivamente una stagione progettuale che aveva acceso un acceso dibattito sul destino dell’olivaia del Monte Brione.
(n.f.)